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Pensioni precoci e usuranti riforma Governo Renzi: novità e modifiche anticipate, prima del previsto attuate

Lavoratori precoci e usuranti in pensione prima con sistema pensionistico o prestito contributivo: soluzioni flessibili e a costo zero?




AGGIORNAMENTO: Le novità e le modifiche dell'attuale Legge Fornero potrebbero arrivare prima del previsto, ovvero sempre nella Legge di Stabilità che, però, dovrebbe essere presentato ad Agosto del Governo Renzi secondo alcune novità e ultime notizie provenienti da diverse fonti.
Tutti i dettagli in questo articolo al seguente link direttomentre sotto il punto della situazione di questa settimana

Cambiare la riforma pensioni con sistemi di uscita flessibile e anticipata soprattutto per garantire la possibilità di andare in pensione prima a categorie di lavoratori come precoci e usuranti, in moltissimi casi in difficoltà a raggiungere i 66 anni di età previsti oggi o i 42 anni di contributi. Troppi sia gli anni anagrafici, sia gli anni contributivi necessari per chi svolge da sempre lavori, appunti, usuranti, così come per chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo.

E non si ferma l’impegno del governo per riformare l’impianto oggi esistente e che anche l’ex ministro del Lavoro Forneo che ha dato vita alla legge tanto discussa ha definito rigido. La necessità è però quella di studiare soluzioni che rendano più flessibile il sistema pensionistico da una parte, ma che siano, al tempo stesso, a costo zero. E in questa direzione si muovono le ipotesi di lavoro del ministro Poletti.

Tra i sistemi citati, fra quota 100, uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni, uscita col massimo della contribuzione per gli statali, come annunciato dal ministro Madia, i più accreditati sono quelli di prestito pensionistico e sistema contributivo: il primo sistema permetterebbe di andare in pensione, su base volontaria, due anni prima rispetto ai 66 anni e l'Inps inizierebbe ad erogare un anticipo di pensione che bisognerà restituire con trattenute di poche decine di euro sull’assegno mensile finale. Il sistema contributivo, invece, permetterebbe ai lavoratori dipendenti di andare in pensione a 57 anni con 35 contributi, agli autonomi con 58 anni di età e sempre 35 di contributi, con pensione calcolata con sistema contributivo, appunto, e un assegno ridotto del 25-30%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il