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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma prima del previsto con cambiamenti e modifiche

Modifiche alle pensioni anticipate ad agosto con nuova Legge di Stabilità 2015? Il nuovo annuncio del premier Renzi e possibili cambiamenti previsti




Sono diverse le novità e ultime notizie che potrebbero riguardare la riforma pensioni: si chiedono del resto da tempo interventi sull’attuale sistema previdenziale, interventi che possano permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto ai requisiti oggi richiesti e che lo stesso ex ministro del Lavoro Fornero ha ammesso ‘troppo rigidi’, ma nati anche dalle contingenze che regnavano nel momento in cui tale riforma fu formulata. Bisognava rispondere in maniera precisa a condizioni di forte crisi ma ora ammette la necessità di forme di flessibilità, come proposte dall’attuale ministro Poletti.

Era stato lo stesso Poletti ad annunciare settimane fa che possibili cambiamenti sarebbero potuti arrivare il prossimo autunno con la Legge di Stabilità di ottobre, ma qualcosa potrebbe cambiare dopo le parole di ieri del premier Renzi che vorrebbe anticipare la Legge di Stabilità 2015 ad agosto. Si tratta, dunque, di stringere i tempi di lavoro per definire quelle misure che consentirebbero a uomini e donne di andare in pensione prima.

Le ipotesi allo studio? Insieme a quella paventate nella riforma della P.A. per il pubblico impiego, come uscita anticipata con il massimo della contribuzione o scegliendo il lavoro part time, anche quelle di prestito pensionistico e sistema contributivo.

Con il sistema contributivo, che dovrebbe essere allargato anche agli uomini, si potrebbe andare in pensione a 57 anni e 35 anni di contributi (per i dipendenti) e a 58 anni e 35 di contributi (per gli autonomi)  con pensione calcolata con metodo contributivo, e non retributivo, e ricevendo un assegno ridotto del 25-30%; con il prestito pensionistico, si potrebbe, invece, andare in pensione due anni prima rispetto ai 66 anni stabiliti dalla Fornero, con un anticipo dall’Inps che il lavoratore dovrà restituire una volta maturata la pensione coni requisiti richiesti e con piccole penalizzazioni mensili. Infine, in ballo anche l’uscita flessibile a 62 anni e con 35 anni di contributi ma con un sistema di penalizzazioni che saranno modulate in base agli anni in cui di decide di lasciare prima il lavoro rispetto ai 66 anni stabiliti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il