BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma con novità e cambiamenti negativi non è da escludere

Interventi flessibili ma anche cambiamenti negativi per modificare l’attuale riforma delle pensioni: situazione e cosa potrebbe cambiare




Cambiare la riforma pensioni ma con misure sostenibili e flessibili è una novità su cui si lavora ormai da tanto, da troppo tempo, ma per cui nulla è stato ancora concretamente fatto. Qualcosa però sembra si stia muovendo anche se, non solo in modo positivo.

Insieme alle ipotesi di uscita flessibile allo studio del governo Renzi, che prevedono uscite anticipate ma con penalizzazioni, come l’uscita flessibile a 62 anni con 35 anni di contributi, la scelta di passare da lavoro full time a lavoro part time con orario ridotto e riduzione della retribuzione (ma con contributi pagati regolarmente), nonché sistema contributivo, che dovrebbe essere allargato a tutti, uomini e donne, e fino al 2018, e prestito pensionistico, potrebbero esserci anche interventi negativi.

E usuranti, precoci, dipendenti, privati, uomini e donne, potrebbero andare sì in pensione prima ma sottostando a sistemi non proprio positivi, come nuovo contributo di solidarietà che toccherebbe  le pensioni d’oro, una revisione delle pensioni di guerra e delle pensioni di reversibilità a seconda del reddito, e sistema di contribuzione allineato tra donne e uomini. Queste novità, seppur negative, potrebbero servire per rimettere in linea i conti e pensare a interventi sulle pensioni che non diventino, quindi, troppo dannosi.

E il tutto potrebbe essere definito nella nuova Legge di Stabilità, che Poletti ha annunciato per il prossimo ottobre, mentre il premier Renzi vorrebbe anticipare al prossimo mese di agosto. Intanto oggi la riforma delle pensioni punta alla graduale equiparazione del trattamento pensionistico tra uomini e donne, ed entro il primo gennaio 2018 tutte le lavoratrici raggiungeranno un’età pensionabile di 66 anni come quella degli uomini.

E’ un percorso che avverrà in maniera graduale, secondo quanto previsto dalle attuali leggi pensionistiche, giacchè per le dipendenti private sono previsti scalini a 63 anni e mezzo quest’anno e nel 2015, a 65 anni nel 2016 e nel 2017. Dopo il 2018 è previsto un graduale innalzamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita fino a 70 anni per tutti nel 2050. Per quanto riguarda l’età contributiva, per uscire oggi le donne servono 41 anni e 3 mesi, mentre agli uomini 42 anni e 3 mesi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il