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Indulto e amnistia mascherate e nascoste con decreto svuota carceri. Da fare cambiamenti urgenti e necessari

Decreto carceri in Aula lunedì 21 luglio ma si chiedono cambiamenti urgenti: opinioni e polemiche sulle misure previste




Approda in Aula lunedì 21 luglio il decreto carceri per il voto sulle misure di riduzione della pena e risarcimento economico per i detenuti, pensate per cercare di porre fine all’emergenza carceraria che si registra nel nostro Paese. L’Ue dopo aver promosso l’Italia, lo scorso giugno, per gli impegni dimostrati nel voler risolvere la questione del sovraffollamento, ha fissato un nuovo esame per il prossimo giugno 2015 e per allora i numeri di oggi dovranno essere decisamente diminuiti e le condizioni di vita radicalmente cambiate, considerando le denunce pervenute da parte dei tantissimi detenuti che hanno lamentato condizioni di vita disumane in cella.

Ma è polemiche sulle misure del decreto carceri, da molti ritenuto un indulto mascherato. Nonostante infatti si continui a dibattere sulla necessità o meno delle misure di amnistia e indulto, considerando le nuove proposte di concessione dell’indulto ai colpevoli di piccoli reati, come i piccoli spacciatori, soluzione che contribuirebbe a svuotare le carceri in maniera importante, ma da cui sarebbero esclusi i detenuti per reati di violenza sessuale, stalking, mafia, rapina e furto in abitazione, Giuseppe Capece, segretario generale del Sappe, sindacato polizia penitenziaria, ha commentato “Il decreto svuota carceri è un pericolo evidente. Purtroppo ciò accade quando le norme vengono fatte in fretta senza calcolare e valutare quella che può essere la ricaduta sociale. Così come i tecnici che hanno strutturato il decreto non si sono accorti che è davvero sbagliato prevedere il loro ritorno a casa. O meglio, pericoloso. Purtroppo in Italia tutti i soggetti che commettono un reato finiscono in carcere. Così, il carcere è diventato il luogo dove convogliare ‘tutti’ i delinquenti senza distinzione. Ed è qui l’errore. La struttura carceraria dovrebbe ospitare solamente chi è recidivo, chi deve scontare una pena superiore ai 3 anni e chi, proprio come gli stalker o stupratori creano allarme sociale. Se non cambia la mentalità è impossibile riuscire a svuotare veramente le strutture penitenziarie”.

Secondo Davide Romano, avvocato penalista, “Nel caso del decreto svuota carceri è evidente che il tentativo sia quello di sanare il problema generale della insufficienza dei luoghi di reclusione. Altrettanto evidente che non può sanarsi il deficit delle carceri attraverso la liberazione dei detenuti, perché questo crea nel detenuto stesso e, più in generale, nell’intera popolazione, la convinzione della inapplicabilità della sanzione penale, determinando una convinzione di impunità che normalmente agevola la realizzazione dei reati: una specie di prevenzione al contrario”.

Sul decreto svuotacarceri anche la comunità di San Patrignano: “Vecchi spacciatori condannati in via definitiva accedono a sconti di pena e tornano in libertà, mentre i nuovi spacciatori vengono arrestati e rimessi subito in libertà senza un solo giorno di carcere. Sono gli effetti del decreto legge approvato in parlamento per porre rimedio alla bocciatura della Fini-Giovanardi: piazze dello spaccio più vive che mai e spacciatori tutelati anziché contrastati. La responsabilità è in una legislazione sbagliata e che deve essere modificata. Come comunità di recupero in azione da trent'anni per restituire alla vita le vittime del mercato delle droghe, San Patrignano non può accettare l'indifferenza delle istituzioni di fronte a piazze dello spaccio sempre più prosperose. Perché a pagarne le spese sono solo i più giovani, i più fragili. Il governo non può ignorarlo, ha il dovere di intervenire”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il