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Quota 96: tempi, penalizzazioni, emendamento. Voto venerdý 25 Luglio. NovitÓ e ultime notizie aggiornate.

Emendamento Quota 96 ancora in attesa di approvazione: cosa prevede, dubbi e problemi. I tempi stringono per la pensione ad agosto




AGGIORNAMENTO: IlSole24Ore ha scritto che il calendario delle votazioni per la Riforma della Pubblica ammnistrazione è stato modificato per dare una accellerazione al processo di riforme, ponendo il primo voto alla Camera venerdì 25 Luglio di questa settimana. I problemi sono ancora tanti così come gli ingorghi per le tante votazioni, ma la novità è, al momento, confermata e ufficiale.

 

Non è ancora stata definita la nuova data in calendario di arrivo in Aula della riforma della Pubblica Amministrazione, e di conseguenza del voto definitivo dell’emendamento per i Quota 96 della scuola. La discussione era stata fissata per martedì 22 luglio ma è slittata visto che domani, lunedì 21 tocca alla riforma del Senato, a martedì è stato prorogato il decreto carceri, e in ballo resta la riforma della P.A. Ma bisogna fare in fretta, più slitta la discussione, più i tempi si restringono: per permettere ai pensionandi di Quota 96, che sono circa 4mila insegnanti che attendono l’agognata pensione ormai da troppo tempo, bisogna approvare definitivamente l’emendamento entro il 23 agosto, in modo da permettere il congedo entro fine agosto, e far partire un nuovo anno scolastico il primo settembre con la pensione già raggiunta.

Eppure crescono i timori che questi tempi non vengano rispettati e se così fosse tutto slitterebbe al prossimo anno, tenendo ancora un anno in più ‘per errore’ a lavoro questi insegnanti. E a questi timori si accompagnano i problemi che sono stati messi in luce in questi ultimi giorni e che riguardano il calcolo ai fini pensionistici degli ultimi due anni di contributi versati e i tempi di erogazione della liquidazione.
 
Per quanto riguarda il TFR, i pensionandi che riuscissero a raggiungere la pensione entro agosto non dovrebbero ricevere subito la liquidazione della pensione, ma solo dopo due, o addirittura quattro anni, arrivando anche al 2018, e cioè raggiunti i requisiti di uscita secondo i le norme pensionistiche Fornero. Altro problema gli ultimi due anni di contributi versati: probabilmente questi anni saranno calcolati, nel computo della pensione finale, in modo contributivo, quindi facendo arrivare agli insegnanti interessati un assegno minore.

Questa condizione ha fatto infuriare non pochi interessati, considerando che si tratta di due anni di lavoro in più che non avrebbero dovuto fare se non fosse arrivata la sbagliata legge Fornero e che potrebbero subire, dunque, l’ennesima beffa. L’on Ghizzoni su Facebook ha fatto sapere: ‘In merito agli anni di servizio dal 2012 posso solo dire che la pdl 249 ha sempre sostenuto il principio che fossero rimasti ingiustamente impigliati nella rete Fornero i lavoratori della scuola che nel corso dell’a.s. 2011/2012 avrebbero maturato i requisiti per il pensionamento previgente alla Fornero. Così ribadisce anche l’emendamento al DL 90. Nessuna novità, pertanto. Questi due anni saranno considerati dal punto di vista contributivo? La questione nei mesi passati non è mai stata affrontata (e sì che di tempo ne abbiamo avuto) poiché i requisiti dovevano essere acquisiti entro il 31 dicembre 2012. Verificheremo, ma si applicherà comunque la normativa generale’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il