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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: quota 96 scuola è una indicazione molto negativa per tutti

Ritardo approvazione emendamento Quota 96 della scuola specchio di difficoltà del governo nonostante impegno e volontà: la situazione




Sembra potesse essere modificata, finalmente, la legge Fornero, con quelle forme di flessibilità per l’uscita anticipata, pensate per lavoratori dipendenti e privati, risultati di un lungo e approdo finto lavoro del governo che ha visto particolarmente impegnati il ministro del Lavoro Poletti e il ministro della Pubblica Amministrazione Madia. Ma tra proroga del voto sulla riforma della P.A., freno del ministro dell’Economia Padoan e slittamento del voto sull’emendamento per i Quota 96, la situazione non sembra cos’ semplice come si pensava. Al contrario, nonostante la voglia e l’impegno, sembra difficile possano effettivamente arrivare cambiamenti, la situazione economica di forte crisi dell’Italia e lenta ripresa non permetterebbe, infatti, al momento di attuare interventi importanti.

E il ritardo dell’approvazione dell’emendamento Quota 96 ne è la prova: dimostra che il governo si impegna per i lavoratori, esattamente come fatto con la sesta salvaguardia per gli esodati, ma non riesce ad arrivare fino in fondo, anche se il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha detto: “Nel Decreto sulla Pubblica Amministrazione è stato presentato un emendamento, firmato da parlamentari di tutti i Gruppi politici e dal sottoscritto che si propone di risolvere definitivamente il problema di Quota 96 degli insegnanti. Adesso non ci sono più alibi perché sono state individuate le coperture finanziarie ed il governo, nelle scorse settimane, ha dichiarato una sua disponibilità nel corso di un dibattito sugli esodati nell’Aula della Camera. Il Premier Renzi, che ha da sempre a cuore il problema del lavoro dei giovani, dovrebbe darci una mano a risolvere un problema di giustizia sociale, ma anche ad aprire le porte dell’occupazione a 4.000 giovani insegnanti”.

Dopo la proroga di voto, bisognerà comunque stringere i tempi, perché se l’emendamento non dovesse essere approvato entro il 23 agosto bisognerà rimandare tutto. I 4mila pensionandi della scuola devono, infatti, poter andare in pensione entro agosto visto che dal primo settembre inizierà un nuovo anno scolastico, o dovranno aspettare l’anno prossimo ancora. Questo ritardo potrebbe aprire scenari negativi anche per interventi, più a lungo termine rispetto a quanto previsto, sulle pensioni in generale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il