BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni uomini e donna Governo Renzi: riforma e novità quando, come e per chi dopo ultimi fatti avvenuti

Sistemi pensionistici nuovi allo studio del governo ma con penalizzazioni o a costo zero: Ragioneria di Stato ministro Economia frenano




Riforma pensioni ancora in bilico: le proposte ci sono, le discussioni anche ma Ragioneria di stato e ministro del’Economia frenano. La riforma Fornero non dovrebbe essere toccata. Ma le modifiche sembrano necessarie, soprattutto per coloro che non riescono a raggiungere i requisiti pensionistici oggi richiesti. Toccare, però, una riforma che assicura risparmi per 80 miliardi di euro sembrerebbe un ‘operazione azzardata, soprattutto alla luce della condizione di difficoltà economica del Paese.

Il ministro Padoan ha infatti spiegato “Il ritardo della crescita rende più stretti i margini di manovra del governo che è comunque intenzionato a rendere permanente il bonus da 80 euro con la prossima Legge di Stabilità e a proseguire nella riduzione dell'Irap. I dati macroeconomici più recenti, se confermati, indicano un ritardo nel ritorno al meccanismo di una crescita sostenibile in Europa e altrove e ciò è vero anche per il nostro paese: i margini per l'azione del governo si faranno, dunque, più stretti ma non per questo si indebolisce la prospettiva di medio termine indispensabile per quel salto di qualità di cui il paese ha bisogno tramite una decisa azione di riforme”, limitandosi ad un “No comment” su possibili interventi correttivi nella manovra estiva.

E sembra difficile, dunque, che se la Legge di Stabilità 2015 venga anticipata ad agosto, come annunciato dal premier Renzi, possa contenere novità sulle pensioni. E se così fosse si rischia possano essere novità negative, come contributo di solidarietà per le cosiddette pensioni d’oro, revisione delle pensioni di disabilità e di guerra, o che siano studiate prevedendo comunque penalizzazioni, come del resto dimostrano i sistemi già allo studio, dal prestito pensionistico, al sistema contributivo, all’uscita flessibile a 62 anni e con 35 anni di contributi. Sarebbero, comunque, interventi validi per tutti, uomini, donne, lavoratori dipendenti pubblici e privati, ma suscettibili ancora di modifiche, considerando l’ulteriore slittamento di voto sulla riforma della P.A.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il