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Amnistia e indulto, decreto svuota carceri: modifiche, novitÓ e cambiamenti nella discussione di questi giorni in Parlamento

Oggi martedý 22 luglio in Aula il decreto svuota carceri pronto ad essere approvato ma tante ancora le polemiche: le novitÓ




Approda oggi, martedì 22 luglio, in Aula il decreto svuota carceri pronto ad essere approvato, seppur in queste settimane abbia scatenato non poche polemiche e per cui andrebbero cambiate delle cose. Insieme a riduzione della pena e risarcimenti in denaro, prevista anche la custodia cautelare in carcere se si deve scontare una pena non superiore a tre anni, ma con una precisazione. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha precisato che “Non sarà applicabile e quindi si potrà ricorrere alla custodia in carcere, in presenza di reati particolarmente gravi come mafia, stalking aggravato, maltrattamenti in famiglia aggravati, furto in abitazione, estorsione, ecc.”

Previsto, inoltre, l’aumento da 21 a 25 anni dell'età di coloro che possono essere trattenuti negli Istituti penali per minorenni. Ma le polemiche non si placano. Secondo Davide Romano, avvocato penalista, “Non dovremmo porci il problema di come modificare il decreto per permettere di arrestare le persone che abbiano commesso reati con pena inferiore ai tre anni, come nei casi di stalking, ma del perché abbiamo ritenuto di dover prevedere dei reati con pena inferiore ai tre anni, già sapendo che non avremmo potuto eseguire concretamente la sanzione prevista”.

“Il decreto svuotacarceri, se non verrà modificato, rimetterà in libertà decine e decine di stalker” secondo Giuseppe Capece, segretario generale del Sappe, sindacato polizia penitenziaria. “E’ un pericolo evidente”. Così come è attualmente il decreto, insieme a piccoli spacciatori, anche decine di uomini accusati di stalking potrebbero tornare a casa, per cui se non verrà modificato il decreto, si potrebbe verificare una situazione paradossale in cui gli stalker potrebbe scontare la loro pena addirittura vicino alle proprie vittime. Da modificare anche l’eventuale organizzazione nel caso di sconto della pena in misura alternativa, considerando per tali misure non ci sono assistenti sociali a sufficienza per seguire i detenuti che dovrebbero scontare una pena alternativa al carcere.

Secondo Agostino Cordova, procuratore a Palmi e a Napoli, “un aspetto che non è mai stato preso in considerazione è che, a fronte del progressivo dilagare dell’illegalità e dell’insufficienza delle carceri, il rimedio del tutto ovvio cui da molti anni dovevasi tempestivamente ricorrere era quello della realizzazione di nuovi istituti penitenziari per adeguarli al sempre maggiore numero dei detenuti, e non di ammassare costoro in maniera disumana nelle insufficienti carceri esistenti: come mai nessuno si è accorto di tale mancata soluzione e non l’ha eccepita? Ne consegue un ancora più progressivo decadimento della legalità, in quanto all’aumento della criminalità non corrisponde una tempestiva e adeguata risposta dello Stato, ma un adattamento alla deprecabile situazione, consistente, nella specie, nel ridurre le pene carcerarie alla capienza dei relativi istituti, e non viceversa”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il