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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: novità riforma dopo ultime avvenimenti. Come, quando e per chi

Precoci e usuranti ancora in attesa di modifiche alle pensioni mentre ministro Poletti ribadisce priorità e annuncia singoli interventi




Slitta il voto sull’emendamento dei Quota 96 e slittano anche le speranze di quanti avevano riposto in questa possibile svolta una nuova opportunità di cambiamento per le pensioni. A partire da lavoratori precoci e usuranti, categorie che o perché hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimo o per la difficoltà e impegno delle attività svolte, hanno difficoltà a maturare i requisiti oggi richiesti dalla riforma Fornero, cioè 66 anni di età o 42 anni di contributi. Eppure si pensa che la prossima Legge di Stabilità possa essere occasione di cambiamento, anche se i cambiamenti potrebbero essere anche negativi.

C’è invece chi ritiene che nella Legge di Stabilità potrebbe non esserci alcun cambiamento per le pensioni o che se ce ne fossero, si tratterebbe comunque di modifiche a costo zero o comunque con penalizzazioni. Probabilmente, contrariamente a quanto detto dal ministro del Lavoro tempo fa, i tempi non sono poi ancora così maturi per interventi al sistema previdenziale. E la bocciatura di Ragioneria di Stato e ministro dell’Economia ne sono la conferma.

Nonostante, comunque, Poletti abbia indicato modifiche pensionistiche e nonostante precoci e usuranti dovrebbero essere i primi a beneficiarne, il ministro del Lavoro ha anche precisato che, prima delle pensioni, vi sono priorità come esodati e risolvere la condizione di coloro rimasti senza lavoro, mentre, al momento, ha annunciato interventi singoli per ogni aspetto da sistemare, a partire dallo stanziamento di “400 milioni di euro per consentire il pagamento integrale delle somme ancora dovute ai titolari dei trattamenti di CIG e mobilità in deroga, per il periodo fino al 31 dicembre 2013 e le prime quote per il 2014. Nei prossimi giorni, il Ministero del Lavoro individuerà risorse per ulteriori 400 milioni da destinare al pagamento dei trattamenti di CIG e mobilità in deroga per l'anno 2014, definendo, nello stesso tempo, i criteri per l'utilizzazione di entrambi gli strumenti”.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il