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Quota 96: venerdì 25 Luglio voto difficile. I motivi. Ultime notizie, novità e aggiornamenti oggi giovedì 24 Luglio

Si allungano ancora i tempi di approvazione dell’emendamento per i Quota 96 della scuola: riusciranno ad andare in pensione entro il primo settembre?




AGGIORNAMENTO: Il nuovo calendario stabilito ieri dal Parlamento ha inserito il voto per la Riforma della Pubblica Amministrazione venerdì 25 Luglio. In realtà, venerdì 25 luglio, potrebbe non essere votato nulla, in quanto dovrebbero essere presenatati nuovi emendamenti dal Governo come annunciato dal Ministro Madia. I tempi, dunque, si spostebbero slittando alla settimana successiva. Sempre che venerdì, il testo arrivi alla Camera, in quanto sembra ci siano problemi di costituzionalità in alcune norme e non a caso è in verifica anche nell'apposita Commissione Affari Costituzionali.

 

Si allungano ancora i tempi di approvazione dell’emendamento per i Quota 96 della scuola, soprattutto dopo il nulla di fatto di ieri sulla riforma del Senato, e si teme che tutto possa svanire in una bolla di sapone senza arrivare ad alcuna conclusione entro fine agosto.

Per permettere, infatti, ai 4mila docenti in attesa del congedo di andare in pensione entro il primo settembre, è necessario che l’emendamento venga approvato entro il 23 agosto, altrimenti dovranno aspettare ancora un altro anno per raggiungere finalmente l’agognata pensione. Ma i tempi sono ancora molto dubbi.

Considerando, infatti, che l’emendamento per i Quota 96 della scuola rientra nella riforma della P.A. e che il voto di quest’ultima è slittato da oggi martedì 22 luglio a data da definirsi ancora, p chiaro che qualche perplessità su una sua approvazione in tempo utile ci sia.

Del resto, se tutto venisse rimandato a dopo l’estate sarebbe decisamente troppo tardi ma le speranze di esito positivo si stanno affievolendo in tutti, soprattutto alla luce dei numeri del nuovo piano assunzioni per la scuola, annunciato dal Miur, che non tiene conto dei 4mila posti che dovrebbero rimanere liberi con l’uscita di coloro interessati dal caos dei Quota 96.

Ciò significa che il piano è stato ‘costruito’ sulla base di dati al momento certi in cui certamente non rientrano i 4mila aspiranti pensionati. Ma, per far sì che l’emendamento venga approvato il tempo per permettere la pensione entro il primo settembre, potrebbe scattare un piano B e farlo rientrare o nel Dl semplificazioni o nel primo decreto scuola, quello che riporterà misure urgenti, come proposto dal ministro del’Istruzione Giannini. Al momento però tutto resta nel vago.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il