BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Amnistia, indulto, decreto svuota carceri oggi giovedì 24 Luglio continua discussione. Polemiche non mancano

Continua la discussione in Aula del decreto svuota carceri, ma continuano anche le polemiche: misure e quando sarà approvato?




Continua in Aula anche oggi, mercoledì 23 luglio, la discussione sulle misure del decreto svuota carceri, ma continuano anche le polemiche scatenate dalle stesse. La situazione sembra farsi decisamente complicata, caos causato essenzialmente dalla divergenza di posizioni tra forze politiche e non solo, sulla questione. “Il decreto svuotacarceri, se non verrà modificato, rimetterà in libertà decine e decine di stalker” continua a dire Giuseppe Capece, segretario generale del Sappe, sindacato polizia penitenziaria, che definisce il decreto “E’ un pericolo evidente”.

Il decreto, secondo molti, deve essere modificato perché secondo l’impianto attuale permetterebbe, insieme a piccoli spacciatori, anche a decine di uomini accusati di stalking di tornare a casa, inoltre, per la misura compensativa di riduzione della condanna, bisogna rivedere qualche passo considerando che non vi è la disponibilità sufficiente di assistenti sociali o altre figure specializzate che seguano i detenuti nei periodi di pena scontati in strutture diverse dal carceri.

Sulla questione Agostino Cordova, procuratore a Palmi e a Napoli, ha detto “un aspetto che non è mai stato preso in considerazione è che, a fronte del progressivo dilagare dell’illegalità e dell’insufficienza delle carceri, il rimedio del tutto ovvio cui da molti anni dovevasi tempestivamente ricorrere era quello della realizzazione di nuovi istituti penitenziari per adeguarli al sempre maggiore numero dei detenuti, e non di ammassare costoro in maniera disumana nelle insufficienti carceri esistenti: come mai nessuno si è accorto di tale mancata soluzione e non l’ha eccepita? Ne consegue un ancora più progressivo decadimento della legalità, in quanto all’aumento della criminalità non corrisponde una tempestiva e adeguata risposta dello Stato, ma un adattamento alla deprecabile situazione, consistente, nella specie, nel ridurre le pene carcerarie alla capienza dei relativi istituti, e non viceversa”.

In risposta alle polemiche e alle continue discussioni su indulto e amnistia sì o no, alle dichiarazioni di quanti ritengono si tratti di un provvedimento di “indulto mascherato”, il ministro della Giustizia Orlando ha detto: “In una situazione carceraria come quella italiana, dove un terzo dei detenuti è in attesa di una sentenza definitiva, intervenire è un imperativo categorico, anche considerando la situazione di sovraffollamento intollerabile. Il decreto era l’atto finale della riforma della carcerazione preventiva e non poteva essere cancellato o modificato completamente. Sul decreto per liberare le carceri dal sovraffollamento, il governo è già intervenuto in extremis e ha già inserito la possibilità che chi esce di cella possa andare agli arresti domiciliari”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il