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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma e protesta con nuova iniziative online. In pochi giorni raccolte 47mila firme

Ancora iniziative contro riforma Fornero: Lega e Lombardia ne chiedono la cancellazione e si moltiplicano le petizioni per modifiche




Si moltiplicano le proteste contro il sistema previdenziale attuale che sta creando non pochi malcontenti insieme alle urgenze sociali di esodati e Quota 96. La riforma pensioni Fornero ha innalzato l’età pensionabile per tutti, bloccando di fatto la strada verso la pensione di gran parte dei lavoratori cui mancava davvero poco per uscire dal lavoro, nonché l’occupazione, considerando la forte riduzione di turn over. Ma non solo: ha esteso il calcolo pensionistico con sistema contributivo per tutti, il che significa percepire un assegno pensionistico finale minore rispetto a quello che si avrebbe con calcolo retributivo.

E insieme alle proteste e ai malcontenti sono nate iniziative volte a chiedere modifiche o addirittura la cancellazione della stessa riforma. La Lega qualche mese fa ha indetto un referendum di abrogazione della riforma Fornero sulle pensioni, iniziativa che ha riscosso un grande consenso, arrivando a raccogliere oltre 500mila firme e per cui si aspetta l’approvazione costituzionalità. Ma non è l’unica iniziativa, considerando che lo stesso referendum è stato indetto anche in Lombardia e vi si stanno associando altre regioni.

Ma la novità è una nuova iniziativa che in pochi giorni è già riuscita a raccogliere 47mila firme. A promuoverla una donna, malata, che ha deciso di non pagare più i contributi “visto che non ho diritto a forme di welfare che mi permettano di sostenere adeguatamente questo particolare situazione che mi induce a lavorare sempre meno”. Questa donna ha ricevuto un avviso di riscossione da parte dell’Inps per l’acconto contributivo per il 2014 e il saldo (non pagato) per il 2013. La somma chiesta è 3.309 euro, cifra che le servirà per la sua pensione, ma considerando le condizioni di salute incerte e l’incertezza del futuro, lei non paga.

E ha lanciato una petizione che, come detto, ha già raccolto più di 47 mila firme con cui chiede l’aumento del periodo di tutela oltre gli attuali 61 giorni per le malattie più gravi e lunghe; la ridefinizione delle indennità su valori effettivamente sostitutivi del redditi e che considerino gli ultimi imponibili dichiarati; l’equiparazione della degenza ospedaliera a quella ospedalizzata nei casi di terapie invasive, come la chemioterapia, nonché la copertura dei periodi di assenza dal lavoro con i versamenti di contributi pensionistici figurativi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il