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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia uomini, usuranti e precoci: riforma Governo Renzi, iniziativa nuova e interessante

Servono modifiche alla riforma pensioni della Fornero: vi è consapevolezza ma ci sono diverse difficoltà e si moltiplicano le iniziative di intervento




Dopo referendum indetti da Lega e regione Lombardia, continuano a nascere iniziative che chiedono modifiche, se non proprio la cancellazione, della riforma pensioni Fornero. Se ne parla da mesi,forse troppi, nulla di concreto ancora si fa, considerando soprattutto le difficoltà economiche di Italia che impediscono la realizzazione dei progetti di intervento allo studio del governo, ma crescono lamentele e malcontenti e insieme a loro le iniziative di persone quasi disperate che arrivano a soluzioni estreme pur di far capire quanto le novità pensioni abbiano reso la vita di lavoratori e pensionandi davvero pesante.

Questa volta protagonista della ‘battaglia’ contro il sistema pensionistico attuale è una donna, comune, ma malata, che ha lanciato una petizione, dopo aver deciso di smette di pagare i contributi all’Inps “visto che non ho diritto a forme di welfare che mi permettano di sostenere adeguatamente questo particolare situazione che mi induce a lavorare sempre meno”. Per il pagamento del saldo 2013 e acconto contributivo per il 2014 l’Inps le ha chiesto 3.309 euro, contributi che andrebbero a cumularsi per il calcolo della pensione finale, ma considerando la sua malattia e l’esito incerto di come andranno le cose, lei ha deciso di non pagare questi soldi.

E ha deciso di lanciare una petizione per chiedere più giorni oltre gli attuali 61 giorni per le malattie più gravi e lunghe; la ridefinizione delle indennità su valori sostitutivi del redditi e che vengano calcolati gli ultimi imponibili dichiarati; l’assenza dal lavoro coperta dai versamenti di contributi pensionistici figurativi; l’equiparazione della degenza ospedaliera a quella ospedalizzata nei casi di terapie invasive, come la chemioterapia. La sua petizione ha già raccolto più di 47 mila firme.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il