Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: Quota 96, segnale positivo per tutti sotto vari aspetti

Quota 96 primo passo di cambiamento della riforma pensioni Fornero: quali gli interventi possibili e condizioni necessarie

Pensioni anzianità e vecchiaia riforma G


Approvare l’emendamento Quota 96, che domani lunedì 28 luglio inizia il suo iter di voto, sarebbe un passo importante verso il cambiamento delle pensioni per tutti, o quanto meno metterebbe in luce la volontà dell’esecutivo di voler intervenire sulla riforma Fornero, come più volte annunciato, riuscendo, magari, a trasformare annunci e promesse finora fatte in realtà. Ma la strada sarebbe comunque piuttosto lunga. A complicarla la situazione economica difficile che il nostro Paese sta vivendo e che rappresenta un forte limite all’azione di governo.

Il Fmi ha, infatti, rivisto per quest’anno le proprie stime di crescita sul Pil italiano portandolo allo 0,3%, contro il precedente +0,6% di aprile, confermando l'accelerazione a +1,1% per l'anno prossimo. Questo ultimo dato mette in luce come, dopo il -2,4% del 2012 e il -1,9% dello scorso anno, la ripresa sia ancora molto lenta. Per il premier Renzi “La nostra priorità è lavoro. Ma le statistiche, credo, inizieranno a migliorare solo dal 2015”.

Ma mostra ottimismo: “L’Italia può superare questo momento se smette di piangersi addosso. La globalizzazione non è nemica dell’Italia, è la sua più grande occasione che l’Italia ha perché chiede bellezza, qualità della vita, lifestyle”. E su Twitter posta ‘Un Paese ambizioso costruisce strategie di medio periodo. Tra dieci anni energia, agrofood, export saranno il cuore dell’Italia’.

E se l’Italia nei ‘nuovi’ mille giorni di governo riuscirà davvero a centrare questi obiettivi, allora la strada verso modifiche alla riforma pensioni sarà decisamente aperta. Al momento gli interventi richiesti per pensioni di anzianità anticipate e flessibili sono difficili da attuare senza mancanza di risorse, a meno che, come del resto si sta agendo oggi, non si pensi a soluzioni economicamente sostenibili, vale a dire con penalizzazioni, come, per l’esempio, l’uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni in percentuale in base all’anno di anticipo in cui si va in pensione rispetto alla soglia dei 66, o a costo zero, come prestito pensionistico o sistema contributivo.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il