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Pensioni precoci e usuranti riforma Governo Renzi: quota 96 positiva indicazione per tutti non solo a scuola

In pensione prima ma con penalizzazioni o soluzioni a costo zero: voto su emendamento Quota 96 della scuola importante per tutti




Domani, lunedì 28 luglio, l'emendamento Quota 96 approda in Aula con la riforma della P.A. e i 4mila interessati dal provvedimento attendono con ansia un responso definitivo. Una volta approvato l’emendamento, entro il prossimo primo settembre, dovranno essere esaminate tutte le domande di pensionamento da parte dell’Inps, che stabilirà nomi e cognomi delle 4mila persone che potranno finalmente andare in pensione dopo quasi tre anni di attesa, bloccate dall’avvento della nuova legge Fornero sulle pensioni.

Si correggerà dunque un errore che potrebbe essere il primo: la soluzione per i Quota 96 della scuola potrebbe, infatti, diventare specchio di ulteriori possibili interventi del governo sulle pensioni e questo fa tirare un sospiro di sollievo a lavoratori, come precoci e usuranti, che attendono modifiche da tempo.

Dopo essere stati, infatti, penalizzati dalle nuove norme pensionistiche, aspettano che vengano approvate quelle forme di flessibilità in uscita ormai da tempo allo studio del governo, anche se non vi è certezza che possano essere davvero messe in atto nonostante voto Quota 96 della scuola. E’ vero che risolvere la situazione dei pensionandi della scuola in attesa di uscire da più di due anni rappresenterebbe una svolta a la volontà reale e pratica del governo di agire sulle norme pensioni in vigore, ma è anche vero che senza sostegno di una situazione economica forte e stabile sarà comunque difficile agire.

Del resto, lo stesso emendamento di Quota 96 nonostante l’approvazione, non renderà certamente giustizia ai 4mila lavoratori della scuola in difficoltà. Innanzitutto, infatti, pur avendo possibilità di congedo, non riceverebbero entro il prossimo mese di agosto il Tfr che verrebbe invece erogato comunque al momento del raggiungimento dei requisiti vigenti oggi, e vale a dire sarà ricevuto fra due o anche quattro anni. E c’è poi ancora il problema del calcolo, o meno, parziale o meno, degli ultimi due anni di contributi versati dagli interessati dei Quota 96. Il tutto deriva dalle difficoltà economiche di oggi e questo il motivo per cui anche per le modifiche alle pensioni si pensa a soluzioni a costo zero o comunque con penalizzazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il