Come riconoscere le clausole vessatorie nei contratti

Quanti ogni giorno si trovano ad apporre quasi alla cieca la loro firma su moduli prestampati per poi risvegliarsi nel peggiore degli incubi?



State per firmare un foglio pieno zeppo di articoli, commi e cavilli e non vi siete accorti di quella clausolina scritta a caratteri minuscoli in fondo alla pagina e così vi trovate ad aver sottoscritto un contratto che comporta solo oneri ed obblighi per Voi ma non per l'azienda con la quale avete firmato: cosa fate?

a) niente, non c'é nulla da fare.

b) stracciate il contratto.

c) impugnate le clausole davanti al giudice.

La risposta più ovvia sembrerebbe la c) ma si sa che l'ovvietà non ha nulla a che spartire con la legge, e la scarsa conoscenza di questa può riservare spiacevoli sorprese.

Quanti ogni giorno si trovano ad apporre quasi alla cieca la loro firma su moduli prestampati per poi risvegliarsi nel peggiore degli incubi?! Con il recepimento della direttiva europea 13/93 nel febbraio del 1997 anche in Italia le cose avrebbero dovuto cambiare. Diciamo avrebbero dovuto, in quanto nella pratica di contratti vessatori ne stanno girando ancora molti.

Come capire quali sono le clausole vessatorie o abusive?

Un principio é quello dello "squilibrio contrattuale" in base al quale é abusiva ogni clausola che pone a carico del consumatore obblighi non giustificati dalla natura del contratto o lo priva di diritti legittimi invece riconosciuti alla controparte. Altri importanti segnali sono la mancanza di chiarezza e di trasparenza.

E allora, cosa si può fare se si é firmato? Noi di Soldiblog lo abbiamo chiesto a un avvocato.

Ecco cosa ci ha risposto.

A: Innanzitutto dobbiamo procedere con un distinguo. Serve per chiarire, la differenza tra prima, seconda e terza firma. Mi spiego. Qualora nel contratto fossero presenti una o più clausole vessatorie, tali clausole sono impegnative solo nel caso in cui il contraente le abbia conosciute o avesse dovuto conoscerle al momento dell'apposizione della firma usando l'ordinaria diligenza del buon padre di famiglia. Proprio per tale motivazione é facile che ci venga chiesta la seconda firma, attraverso la quale si approvano specificamente le singole clausole vessatorie. In breve: con la prima firma il contraente sigla il contratto mentre con la seconda accetta le clausole vessatorie.

Faust: In questo caso cosa si può fare?

A: Ove ci si trovi nel primo caso é sempre possibile impugnare il contratto, davanti ad un giudice, mentre nel secondo caso il discorso é un pò più complicato.

Faust: Ovvero?

A: Ovvero, dipende dalla gravità delle clausole e dall'eccessivo squilibrio contrattuale come ad esempio potrebbe, diciamo, avvenire tra un consumatore ed una grossa azienda, tipo non so la Telecom…

Faust: e per la terza firma?

A: La terza firma null'altro é se non un rafforzamento del principio della diligenza del buon padre di famiglia. Con questa infatti si intende far firmare una dichiarazione tesa a dimostrare che il contratto è frutto esclusivo di una trattativa contrattuale con il cliente, che é spesso la formula usata nella terza firma.

Occhio allora a: banche, assicurazioni, enti pubblici, venditori che sono abilitati dalla legge a richiedervi una terza firma! Leggete prima di firmare perché dopo potrebbe essere troppo tardi!

Il consiglio utile é sempre uno solo, ovvero: mutande di ghisa!

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il