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Pensioni statali riforma pubblica amministrazione Madia-Renzi uscita anticipata. Meccanismi, come funziona, novità e cambiamenti

Nuove possibilità per il pubblico impiego di lasciare il lavoro in anticipo: cosa prevede riforma della Pubblica Amministrazioni e cambiamenti in vista




Nuove possibilità per il pubblico impiego di lasciare il lavoro in anticipo: mentre si attende il voto finale sull’emendamento per i Quota 96 della scuola che, mandando in pensione i 4mila lavoratori della scuola tra insegnanti e personale Ata entro fine agosto, rappresenterebbe il primo passo verso il cambiamento della riforma pensioni Fornero, arrivano novità con l’inizio della discussione sulla riforma della Pubblica Amministrazione.

Via libera infatti alla possibilità di prepensionamento per i dipendenti pubblici a 62 anni e con il massimo dei contributi che sono di 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini. Con questo nuovo meccanismo i dipendenti pubblici non dovrebbero più aspettare i 66 anni per raggiungere la pensione e non solo loro.

Per evitare nascano discriminazioni tra lavoratori, infatti, la norma, se passasse, verrebbe estesa anche a lavoratori privati. La nuova norma non vale per professori universitari e medici, per cui la soglia sale a 65 anni, e ancora più alta (70 anni) per i magistrati.

Secondo quanto riporta il decreto, in particolare ‘sarà possibile pensionare d’ufficio per esigenze organizzative e senza recare pregiudizio ai servizi”, ma non prima dei 62 anni. Fanno eccezione i medici e i docenti universitari, e soprattutto i magistrati: per loro la soglia resta i 70 anni. Per bilanciare la situazione, si è optato per la cessazione del beneficio dell’aspettativa’. Chi andrà in pensione prima dei 62 anni avendo raggiunto i contributi richiesti, può farlo senza essere soggetto a penalizzazioni, grazie a un emendamento presentato dalla Gnecchi che elimina tutte le trattenute economiche previste dalla legge Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il