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Quota 96: approvata in riforma pubblica amministrazione ieri Camera. Quando voto in Senato e domande ad INPS

Ancora incerto tempo di voto ufficiale su emendamento Quota 96 della scuola: preoccupazioni di Damiano e dubbi da Ministero dell’Economia




AGGIORNAMENTO: Ultime novità per l’annoso problema quota 96 per le pensioni dei dipendenti della scuola. Ieri la Camera ha dato fiducia alla Riforma della Pubblica Amministrazione in cui vi era un emendamento apposito per i quota 96. Ora il voto spetta al Senato, che darà sempre la fiducia presumibilmente tra lunedì 4 e martedì 5 Agosto, salvo ulteriori sorprese dall’attuale voto sulla Riforma del Senato. Tempi in ogni caso strettissimi, se l’approvazione avvenisse entro il 5 Agosto, entro l’8-11 Agosto ci sarebbe la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. A questo punto il Miur potrà rilasciare una circolare su come fare domanda all’ INPS. Parte quindi una corsa contro il tempo, in cui i 4milla professori quota 96, dovranno far richiesta di pensionamento in momento, come il mese di Agosto, in cui nelle segreterie scolastiche, uffici INPS e sindacati sono tutti in ferie.

 

Prima dell’approvazione ufficiale dell’emendamento Quota 96 della scuola, ci sono 700 altri emendamenti da analizzare e c’è la possibilità che si arrivi al voto di fiducia. Ma, dopo il possibile freno, di nuovo, da parte di Ragioneria dello Stato e Ministero dell’Economia, sul problema coperture, c’è preoccupazione anche da parte di Damiano soprattutto per i tempi. Se infatti questi si dovessero allungare di molto, tutto rischierebbe di essere rimandato al prossimo anno e il primo settembre i 4mila pensionandi in attesa di congedo tornerebbero in cattedra e al loro lavoro.

Ma il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha inoltre sottolineato che nella riforma della P.A. vi sono due importanti misure di correzione della riforma pensioni Fornero “la prima riguarda quota 96 degli insegnanti, che sana un errore madornale della 'riforma' che ha intrappolati fino a oggi oltre 4.000 insegnanti. La seconda, relativa all'eliminazione delle penalizzazioni a carico di coloro che vanno in pensione di anzianità prima dei 62 anni: una vera e propria vessazione a carico dei lavoratori precoci”.

E precisa: “Queste correzioni sono molto sentire e attese dai lavoratori e, per la scuola, si apre la possibilità di assumere 4.000 nuovi insegnanti: una bella risposta alla disoccupazione intellettuale dei giovani. Queste misure, sostenute da un ampio schieramento di forze, debbono andare a buon fine: una nuova delusione sarebbe fonte di grave conflitto politico”. E ciò che si teme è proprio che, per i tempi che si dilatano e per il nuovo blocco per le risorse economiche disponibili, vengano deluse le aspettative di quanti settimane fa hanno tirato un sospiro di sollievo pensando di riuscire, finalmente dopo più di due anni, ad andare in pensione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il