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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi riforma si può fare: novità no penalizzazioni, 62 anni e massimi contributi e quota 96

Andare in pensione anticipata a 62 anni senza penalizzazioni sull'assegno finale: le novità pensioni della riforma della P.A. e nuove prospettive




Andare in pensione anticipata a 62 anni, invece che a 66, o anche prima con il massimo dei contributi previsti, 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne e senza penalizzazioni sull'assegno finale: insieme all'emendamento dei Quota 96 della scuola, passa anche questa novità per i dipendenti pubblici nella riforma della P.A. che si appresta a ricevere oggi 30 luglio il voto di fiducia alla Camera. Ma la norma dovrebbe essere estesa anche ai privati con la Legge di Stabilità 2015.

Secondo il testo, ‘l'istituto è applicabile al personale dirigenziale e ai dipendenti reintegrati in servizio dopo una sentenza di proscioglimento ai sensi dell'articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 mentre non è applicabile al personale di magistratura’. Per dirigenti medici e personale sanitario del servizio sanitario nazionale, compresi i responsabili di struttura complessa, professori e ricercatori universitari, l’età sale a 65 anni.

La novità favorisce soprattutto i lavoratori precoci e usuranti che sarebbero stati fortemente penalizzati dalla legge Fornero se avessero deciso di andare in pensione prima. Il ministro della Pa, Marianna Madia, ha spiegato: “Noi non andiamo in deroga alla Fornero, ma abbiamo posto una serie di paletti di anzianità e anagrafici, specificando la necessità di motivare la scelta con criteri oggettivi, così da applicare la norma in modo virtuoso e non vizioso o arbitrario. In questo modo, le eccellenze indispensabili non saranno sostituite, potranno restare. Ma, in alternativa, ci sarà la possibilità di fare entrare giovani”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il