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Riforma pubblica amministrazione: pensioni, prepensionamento, mobilità, quota 96, turn over. Novità, misure e modifiche ufficiali

Fiducia della Camera sulla riforma della P.A. Ora voto in Senato. Misure previste oltre a pensione anticipata e mobilità obbligatoria




Sono state approvate ieri notte alla Camera le misura contenute nella riforma della Pubblica Amministrazione, ottenendo la fiducia, e che ora passano al Senato. A tarda serata, infatti, la Camera con 346 voti favorevoli e 176 contrari ha votato la fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge recante ‘Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari (C. 2486-A/R)’. Con l'approvazione del dl è passato anche l’emendamento Quota 96 per 4 mila uscite nel mondo della scuola, nonostante il parere negativo di Ragioneria dello Stato e Mef.

Tra le misure approvate, oltre all’emendamento per i Quota 96 della scuola che manda in pensione 4mila lavoratori tra docenti e personale Ata dal prossimo primo settembre, la possibilità di pensione a 62 anni, purché si sia raggiunta l’anzianità massima, l’età però sale per professori universitari e primari a 68 anni, e per i medici a 65; prevista l’uscita anticipata senza penalizzazioni purchè si abbia il massimo dei contributi di 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne; abolito, dal prossimo mese di ottobre, il trattenimento in servizio, norma che vale anche per i magistrati, anche se per loro entrerà in vigore dal 2016; confermata la mobilità obbligatoria entro il limite dei 50 km ma questa norma non vale per i genitori con abbiano bambini di età inferiore ai 3 anni o disabili.

Previste poi mille nuove assunzioni per i vigili del fuoco, e per le forze di polizia, per cui è previsto uno scorrimento veloce delle graduatorie, in vista di Expo 2015; stop a incarichi di consulenza o altri una volta raggiunta la pensione; stretta sulle richieste di aspettative per i magistrati, norma che stabilisce che le toghe che ricoprono incarichi in uffici di diretta collaborazione con la Pa, anche se solo di consulenza giuridica, non possono più godere dell’aspettativa; confermato il dimezzamento di permessi e distacchi sindacali; l’accorpamento delle Authority; la riduzione dei diritti camerali, fino ad arrivare ad una graduale cancellazione ma solo nel 2017; e si estendono i poteri del presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il