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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma per tutti o di diverse categorie con quota 96. Arrivano già richieste ufficiali

Approvato emendamento Quota 96 per i pensionandi della scuola ma nuove richieste ed estensione meccanismo anche a lavoratori usuranti: le novità




La riforma della P.A. ha ricevuto questa notte il voto di fiducia alla Camera ed è stato approvato 8finalmente) anche l’emendamento per i Quota 96 della scuola. E dopo il passaggio della riforma sono in molti a chiedere per tutti Quota 96 come meccanismo di uscita. Il problema è che il meccanismo dei Quota 96 non è una modifica alla riforma approvata per i lavoratori della scuola, ma rappresenta una correzione alla riforma pensioni Fornero che nella sua formulazione non ha tenuto conto della specificità che regolava il comparto scuola, dove il termine di uscita non coincide con il termine dell’anno solare, al 31 dicembre, ma con il termine dell’anno scolastico, al 31 agosto.

Quindi si tratta di un sistema tipico dell'uscita della scuola per cui è impossibile che venga esteso e approvato per tutti. Sono altri, invece, i meccanismi di uscita anticipata allo studio dell’esecutivo, dal sistema di Quota 100, che prevede l’uscita a 65 anni di età con 35 di contributi; al prestito pensionistico, che permetterebbe di andare in pensione qualche anno prima rispetto ai 66 anni oggi richiesti con un anticipo sulla pensione finale da restituire poi una volta maturati i requisiti pensionistici attraverso piccole decurtazioni mensili; al sistema contributivo.

Quest’ultima sarebbe una soluzione da molti ritenuta ideale, non solo perché valida per tutti, lavoratori dipendenti e privati, uomini e donne (contrariamente ad ora che vale solo per le donne) ma anche perché non rientrando nella legge Fornero non andrebbe ad intaccare quegli 80 miliardi di euro che essa assicura. Ma tutto è ancora da vagliare.

L'unica eccezione che potrebbe verificarsi, anche se è difficile avvenga davvero almeno per il momento, è l'estensione di Quota 96 anche per i lavoratori usuranti come i lavoratori edili. Secondo Angelo Chiari, segretario provinciale della Fillea Cgil, “L’approvazione nei giorni scorsi dell’emendamento al DL di riforma della Pubblica amministrazione che prevede l’accesso alla pensione per i quota 96 è un ottimo risultato che va nella giusta direzione, un primo passo per superare le rigidità di accesso al pensionamento che deve essere estesa a tutto il mondo del lavoro, così come previsto dalla Piattaforma unitaria di CGIL CISL e UIL su Fisco e Previdenza”.

“E’ urgente dare una risposta ai lavoratori che non hanno alternative al pensionamento, se non il requisito contributivo. La reintroduzione della quota 96 va da subito estesa almeno a quei lavoratori che svolgono un lavoro particolarmente faticoso e spesso usurante come quello edile. Un lavoro per sua natura precario: perché la ‘fabbrica’ del muratore nasce, cresce e poi chiude e non è detto che ne riapra subito un’altra e quindi è più difficile per un lavoratore edile raggiungere in tempi certi i 42 anni di contributi necessari al pensionamento”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il