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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma e novità per tutti come quota 96 o per alcune categorie. Richieste ufficiali

Approvato pensionamento anticipato senza penalizzazioni e Quota 96 ma nuove richieste da sindacati per altre categorie di lavoratori




Tutti coloro che raggiungono un diritto a pensione con l'anticipata entro il 31 dicembre 2017 con 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne potranno andare in pensione senza penalizzazioni, come invece previsto oggi. Per ogni anno di anticipo in cui oggi si esce infatti sono calcolate penalizzazioni in percentuali, norma che con l’approvazione della riforma della P.A. cambia decisamente. Il requisiti dei 62 anni di età sale però per i medici a 65 anni e per professori universitari e primari a 68 anni.

Approvato anche l’emendamento Quota 96 che permette ai 4mila pensionandi della scuola di andare finalmente in congedo entro il primo settembre. Bisognerà aspettare ora il voto del Senato e la pubblicazione dei provvedimenti in Gazzetta Ufficiale per dare il via alla possibilità di presentare la domanda di pensionamento, procedimento che, però, a causa delle lungaggini dell’iter nonché per le vacanze estive alle porte, potrebbe protrarsi anche fino al mese dicembre.

Dopo l’approvazione dell’emendamento per i Quota 96 c’è chi chiede questo meccanismo venga esteso anche ad altre categorie di lavoratori, a partire dagli usuranti, cosa che però sarà alquanto difficile venga approvata, perché si tratta di una misura già esistente e approvata per correggere un errore della riforma pensioni Fornero, non una novità di prepensionamento.

Angelo Chiari, segretario provinciale della Fillea Cgil, presenta, infatti, una nuova richiesta: “La reintroduzione della quota 96 va da subito estesa almeno a quei lavoratori che svolgono un lavoro particolarmente faticoso e spesso usurante come quello edile. Un lavoro per sua natura precario: perché la ‘fabbrica’ del muratore nasce, cresce e poi chiude e non è detto che ne riapra subito un’altra e quindi è più difficile per un lavoratore edile raggiungere in tempi certi i 42 anni di contributi necessari al pensionamento”. Si chiede, dunque, di equiparare i quota 96 ai lavoratori precoci e usuranti: “Eviteremmo così di trovare muratori sui ponteggi a 65 anni con tutto il carico di rischio per la sicurezza che questo porta con sé”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il