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Quota 96: legge in Senato a rischio. Modifiche e cambiamenti richiesti da Ministero Economia e Ragioneria di Stato

Emendamento Quota 96 della scuola a rischio in Senato? Ancora contrari Mef e Ragioneria dello Stato ma Damiano incalza




E’ passato alla Camera l’emendamento che prevede il pensionamento dei 4mila di Quota 96 della scuola, provvedimento conferma l’uscita con la somma dell'età anagrafica e dei contributi con le vecchie regole pensionistiche per i 4mila lavoratori della scuola fra insegnanti e personale Ata e la copertura sarà garantita da tagli lineari, sia nel 2014 che nel 2015. Ma il provvedimento potrebbe essere già a rischio: non piace a Ragioneria di Stato e a Ministero dell'Economia e potrebbe essere cambiata una volta in Senato. Ma la soluzione per i Quota 96 è importante perchè è la prima correzione alla Legge Fornero e conferma la necessità di cambiare l’attuale sistema pensioni per andare incontro alle esigenze dei lavoratori che attendono la pensione da quasi tre anni ormai, da una parte, lasciando, dall’altra parte, nuovi posti di lavoro liberi per i più giovani.

Intanto, si continua anche a discutere delle condizioni che l’emendamento prevede, certo non favorevoli alla pensione dei 4mila individuati, partendo dall’erogazione della liquidazione, per arrivare al calcolo degli ultimi due anni di contribuzione versati, fino ai tempi di reale erogazione della pensione, che potrebbero allungarsi anche fino al prossimo dicembre. Ma, come precisato dall’on Ghizzoni, nessun rischio di nuovi esodati, perché coloro che supereranno i 4mila previsti continueranno per il momento a lavorare.  

Sui dubbi relativi all'attuazione o meno del provvedimento per i Quota 96, è intervenuto Cesare Damiano che ha detto: “La soluzione per Quota 96 degli insegnanti e la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione di anzianità prima dei 62 anni, sono andate in porto alla Camera con il voto di fiducia sul Decreto sulla Pubblica Amministrazione. Se il governo ha chiesto la fiducia al Parlamento su un testo i suoi ministri non possono farsi venire i dubbi successivamente cedendo, ancora una volta, alle pressione dei tecnici o dei commissari. Spetta alla politica decidere le priorità di spesa. Alla politica si chiede coerenza e questi problemi aspettano da tempo di essere risolti. Nel primo caso si tratta di porre rimedio ad un errore, nel secondo di cancellare una inutile vessazione a carico di chi ha dovuto, suo malgrado, andare al lavoro a partire dall’età di 15 anni, i cosiddetti precoci. Se il Senato cambia il testo, il Decreto torna alla Camera: avanti di questo passo e scade il tempo per la sua conversione”.

E alle preoccupazioni del Commissario Cottarelli su tagli e spese insostenibili, ha risposto il presidente della Commissione Bilancio Boccia che con un post su Twitter ha fatto sapere ‘#Cottareli stia sereno su pensioni e spesa.Èpolitica a decidere su risorse #spendingreview #quota96scuola’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il