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Pensioni, riforma Governo Renzi novità e ultime notizie: Poletti rilancia uscita anticipata e flessibile in modo netto e chiaro

Ancora possibilità di uscite flessibili dal lavoro allo studio del ministro Poletti per legge universale in prossima Legge di Stabilità: le novità




Prima le novità pensioni, che ora sembrano a rischio, della riforma della P.A. ed ora la conferma, da parte del ministro del Lavoro Poletti, dello studio di una soluzione che modifichi il sistema pensioni ma non più con soluzioni tampone bensì con quella soluzione strutturale che permetta una maggiore flessibilità in uscita, già da tempo annunciata dallo stesso Poletti.

Secondo quanto anticipato, si tratterà di una soluzione unica per tutti che però si ‘adatterà’ alle diverse esigenze dei lavoratori. La misura annunciata dal ministro del Lavoro, nonostante i problemi di risorse finanziarie lamentati da Mef e Ragioneria dello Stato, dovrebbe arrivare con la prossima Legge di Stabilità che dovrebbe essere ‘costruita’ proprio all’insegna della flessibilità.

Si torna così a parlare di possibili meccanismi in uscita che siano a favore dei lavoratori e dell’occupazione allo stesso tempo, riuscendo, se tutto dovesse proseguire secondo i piani, a soddisfare le esigenze di coloro che vogliono uscire prima dal lavoro, e di coloro, più, giovani, in cerca di un’occupazione in questo periodo di forte crisi dove il tasso di disoccupazione nel nostro Paese continua a crescere, continuano a colpire sempre più le fasce dei più giovani.

Quali, dunque, le misure al vaglio del ministro del Lavoro? Poletti annuncia una legge universale che modifichi e corregga gli errori della riforma pensioni Fornero. Probabilmente, però, non senza penalizzazioni. L’obiettivo delle prossime novità sarà far divenire più flessibile il sistema di pensionamento, con strumenti che si adattino alla diverse situazioni. Allo studio, di nuovo, il prestito pensionistico, con un anticipo sulla pensione per coloro che decidono di uscire prima dei 66 anni, da restituire poi una volta raggiunta l’effettiva pensioni; sistema contributivo, esteso anche agli uomini, per uscire a 57 e 58 anni, a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o privati calcolando la pensione finale esclusivamente con metodo contributivo; uscita con quota 100, con 65 anni di età e 35 di contributi; possibilità di uscita anticipata a 62 anni con 35 anni contributi e con penalizzazioni calcolate in base all’anno di anticip in cui si esce; e sistema di uscita part-time.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il