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Pensioni uomini e donne riforma Governo Renzi: novità oggi e della settimana possibili

Non solo Quota 96 della scuola ma anche uscita anticipata e flessibile anche per il pubblico impiego: dopo fiducia alla Camera si attende conferma in Senato ma rischi all’orizzonte




Non solo i Quota 96 della scuola: dopo i 4mila pensionandi tra insegnanti e personale Ata, potranno andare in pensione anticipata a 62 anni anche i dipendenti pubblici che abbiano maturato il massimo dei contributi che sono di 42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne, ma, contrariamente ad oggi, senza alcuna penalizzazione sull’assegno finale. Il decreto legge di riforma della P.A. che ha ottenuto la fiducia alla Camera contiene infatti un emendamento per il prepensionamento a partire da 62 anni.

Le amministrazioni pubbliche potranno anche decidere di mettere a riposo i propri dipendenti senza comunicazione e verrebbe così favorito anche quel meccanismo di staffetta generazione che permetterebbe da una parte l’uscita flessibile e anticipata per il pubblico impiego, dall’altra la possibilità di ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani.

E ad essere contenti della nuova norma anche i privati, giacchè si pensa che per evitare discriminazioni e contenziosi, la novità pensioni sarà estesa anche a loro, magari con la prossima Legge di Stabilità. La soglia di pensionamento si alza a 68 per professori universitari e primari e a 65 per i medici. Ora tocca al Senato pronunciarsi ma si annunciano battaglie, considerando la continua opposizione di Mef e Ragioneria dello Stato alla misura, e tutto rischia di bloccarsi ancora. Se così fosse la riforma pensioni Renzi sarebbe ancora ben lontana dall’essere realizzata.

Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione Madia, “E ‘chiaro che questa norma da sola non possa bastare a porre rimedio a tutte le ingiustizie subite dalle nuove generazioni ma quantomeno segna una inversione di tendenza forte”. Inversione di tendenza confermata anche dalle ultime notizie annunciate dal ministro Poletti sulla volontà di dar vita ad una soluzione universale per tutti, uomini e donne, privati e dipendenti pubblici, precoci e usuranti, sulla strada della flessibilità, da inserire, se tutto va bene, nella Legge di Stabilità 2015 che il ministro ha detto dovrebbe arrivare a settembre. Nessun anticipo, dunque, ad agosto, come voleva il premier Renzi qualche settimana fa, considerato l’ingorgo creatosi con gli appuntamenti delle diverse riforme in corso di approvazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il