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Riforma pubblica amministrazione: quota 96, pensioni, mobilitÓ, turn over, prepensionamenti: modifiche e novitÓ al Senato

La riforma della P.A. dopo la fiducia alla Camera si avvia a voto in Senato che dovrebbe arrivare entro il prossimo 4 o 5 agosto: iter e possibili cambiamenti




AGGIORNAMENTO: Il Governo ha annunciato quattro emendamenti per cancellare alcuni punti contestati dalla Ragioneria di Stato, Mef e Ministero Economia della riforma della pubblica amministrazione. E' ufficiale. La notizia è stata data dal Ministro Madia. Tra gli emendamenti viene cancellato quota 96 pensioni scuola. A rischio anche gli altri emendamenti per la pensioni flessibile e anticipata, anche se al momento non sembrano toccati.

 

Via libera dalla Camera al decreto legge di riforma della Pubblica Amministrazione: il provvedimento contiene norme sull’organizzazione della pubblica amministrazione, interventi urgenti in materia di semplificazione e diverse misure sulla trasparenza. Introdotte anche nuove norme sulla giustizia, per lo snellimento del processo amministrativo e l’avvio del processo civile telematico, nonché modifiche alle pensioni, con la possibilità per i dipendenti pubblici di andare in pensione prima rispetto alla soglia attuale dei 66 anni, a 62 anni, senza penalizzazioni. Approvato anche l’emendamento dei Quota 96 per mandare in pensione entro il primo agosto i 4mila pensionandi della scuola.

Dopo la fiducia alla Camera, la riforma della Pubblica Amministrazione si avvia al voto in Senato, che potrebbe arrivare tra il 4 e 5 agosto, ma che rischi di essere rimandata ancora una volta, anche se i termini non potranno allungarsi molto, visto che il 23 agosto il decreto decade, il che significa che se si arrivasse fino a quella data, tutto cadrebbe e bisognerebbe rifare tutto, compreso riprendere la questione dei Quota 96 e il primo settembre gli interessati della scuola tornerebbero in cattedra.

Nell’attesa di sapere se il Senato confermerà le misure così come approvate o apporterà modifiche, così come si teme, al momento le principali novità della riforma della P.A. riguardano i dirigenti e i dipendenti pubblici che potranno essere mandati in pensione a 62 anni invece che a 66, purchè si sia raggiunto il massimo della contribuzione (42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donna) e senza penalizzazioni; previsti criteri più flessibili per il turn over che si baseranno esclusivamente su criteri di spesa; i trattamenti di servizio, in scadenza ad ottobre 2014, per magistrati e militari potranno essere mantenuti anche nel 2015, mentre per il mondo della scuola il termine è anticipato.

Altra novità riguarda i magistrati che svolgono incarichi in uffici che hanno una diretta collaborazione con le pubbliche amministrazioni e che non possono ricorrere all'aspettativa; mentre i dirigenti di Bankitalia e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni non potranno svolgere più collaborazioni e consulenze per un periodo non superiore a due anni dalla cessazione dell'incarico. Novità anche per la mobilità obbligatoria che resta confermata entro i 50km ma non sarà applicata ai dipendenti pubblici che hanno figli al di sotto dei tre anni, disabili e che godono del congedo parentale. Via libera, inoltre, tra le altre misure all'assunzione di 1.030 vigili del fuoco.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il