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Quota 96: ultime notizie, aggiornamenti e novità oggi martedì 5 agosto 2014. Cosa può succedere ora dopo no Riforma PA

Passa alla Camera emendamento su Quota 96 della scuola ma rischia nuovo blocco per Mef e Ragioneria dello Stato: situazione e novità




AGGIORNAMENTO:  Novità, ultime e ultimissime notizie riguardo quota 96 e pensioni scuola oggi martedì 5 Agosto 2014 dopo la cancellazione nella Riforma della PA voluta dal Governo dopo la richiesta della Ragioneria di Stato e del Mef.
A questo punto, la Commissione Finanza e i capigruppi in Parlamento hanno chiesto che il Governo inserisca la Legge sulle pensioni quota 96 in un prossimo decreto. Ma sembra difficile che la richiesta possa essere accolta visto che anche il Dl Competitività presenta problemi sempre di coperture. Lo stesso Renzi ha spiegato che la questione scuola e quota 96 sarà affontata in un disegno di legge globale a fine Agosto. Ma a questo punto, se non ci fosse un intervento un decreto ad hoc di estrama urgenza, proprio a fine Agosto (e i tempi sarebbero comunque stretti) gli insegnanti e il personale Ata di quota 96 dovrebbero riprendere a lavorare anche l'anno prossimo.  La pensione potrebbe arrivare a dicembre, se venisse approvata nel disegno della riforma scuola, ma tutto al momento appare complesso.

AGGIORNAMENTO: Il punto aggiornato e le novità e ultimissime notizie per quota 96. La riforma delle pensioni per il persole docente e ATA verranno cancellate dal Governo dopo i rilievi di Cottarelli e della Ragioneria di Stato. Un duro colpo per una legge aspettata circa 3 anni. E non mancheranno di certo le polemiche.
Vi terremo aggiornati con tutte le ultime novità e ultime notizie.

Il decreto legge sulla Pubblica Amministrazione è passato alla Camera e ora tocca al Senato pronunciarsi. Le misure contenute nella riforma della P.A. sono: pensioni d’ufficio a 62 anni con il massimo dei contributi, l’abolizione del trattenimento in servizio, la mobilità obbligatoria entro 50 km, ad esclusione di coloro che hanno figli di età inferiore ai tre anni), e la pensione per i cosiddetti quota 96 della scuola. Si tratta di 4mila lavoratori, tra insegnanti e personale Ata, bloccati nel loro iter verso la pensione dalle nuove norme pensionistiche Fornero ma con già i requisiti per lasciare. Ed entro fine agosto, finalmente, potranno raggiungere l’agognata pensione, nonostante le condizioni negative previste.

Le perplessità dell’emendamento riguardano innanzitutto i tempi di erogazione del Tfr, che potrebbe essere dato fra due o quattro anni addirittura; il calcolo, parziale, degli ultimi due anni di contributi versati, fino ai tempi di erogazione della pensione, che rischia di arrivare a dicembre. L’approvazione definitiva dell’emendamento rappresenterebbe chiaramente la volontà politica del governo di agire sulle pensioni con una prima correzione alla riforme Fornero, ma potrebbe esserci un nuovo blocco da parte di Mef e Ragioneria dello Stato. Cosa che certamente non prometterebbe nulla di buono.

Preoccupato anche il Commissario Cottarelli cui però ha risposto il presidente della Commissione Bilancio Boccia che su Twitter ha scritto ‘#Cottareli stia sereno su pensioni e spesa. È la politica a decidere su risorse #spendingreview #quota96scuola’.

Il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano ha detto: “La soluzione per Quota 96 degli insegnanti e la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione di anzianità prima dei 62 anni sono andate in porto alla Camera con il voto di fiducia sul Decreto sulla Pubblica Amministrazione. Se il governo ha chiesto la fiducia al Parlamento su un testo i suoi ministri non possono farsi venire i dubbi successivamente cedendo, ancora una volta, alle pressione dei tecnici o dei commissari. Spetta alla politica decidere le priorità di spesa. Alla politica si chiede coerenza e questi problemi aspettano da tempo di essere risolti. Nel primo caso si tratta di porre rimedio ad un errore, nel secondo di cancellare una inutile vessazione a carico di chi ha dovuto, suo malgrado, andare al lavoro a partire dall’età di 15 anni, i cosiddetti precoci. Se il Senato cambia il testo, il Decreto torna alla Camera: avanti di questo passo e scade il tempo per la sua conversione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il