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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, novità Poletti 62 anni e 35 anni, contributivo, prestito pensionistico, quota 100

Come modificare la riforma pensioni Fornero con possibilità di uscita flessibile e anticipata: le proposte e ministro Poletti rilancia legge universale




Il decreto legge di riforma della P.A. ha ricevuto il via libera dalla Camera anche per l’emendamento Quota96 che dovrebbe permettere la pensione ai 4mila lavoratori della scuola entro settembre, e se la misura diventerà legge, gli interessati dovranno affrettarsi a inviare domanda di pensione all’Inps ma anche al Miur. Tante comunque le difficoltà, a partire dalla liquidazione del Tfr che sarà riscosso sono nel momento in cui si sarebbe dovuti andare in pensione secondo la nuova riforma pensioni Fornero, quindi si potrà ricevere fra due o anche quattro anni, all’erogazione della stessa pensione mensile, che potrebbe iniziare ad arrivare addirittura a dicembre.

Ma, secondo le novità emerse. è scontro sulle coperture con il Mef e la Ragioneria di Stato, per cui si contrappongono da una parte volontà politica di modifiche pensioni e soluzioni caos creati dalla legge Fornero,e dall’altra i pareri tecnici , secondo cui non vi sarebbero risorse, pareri che però non sembrano essere considerati dal ministro del Lavoro Poletti che nelle sue ultime dichiarazioni di venerdì scorso ha detto: “Con la prossima legge di Stabilità, a ottobre, arriverà una nuova norma che consentirà la flessibilità in uscita. Il governo ci sta lavorando da tempo con l’obiettivo di trovare una soluzione strutturale, che parta dalle situazioni emergenziali, ma che sia di utilizzo universale, una tavolozza di colori, di modo che ognuno possa utilizzare quello più adatto alla propria situazione”. Obiettivo della riforma pensioni Renzi è quello di rendere più flessibile, ma al contempo più flessibile il nostro sistema previdenziale.

Tra le possibilità, l’uscita anticipata con prestito pensionistico e sistema contributivo; possibilità di uscita con Quota 100, con 65 anni di età e 35 di contributi; il sistema di uscita anticipata a 62 anni di età e con 35 anni di contributi ma penalizzazioni, così come oggi previsto, il passaggio al lavoro part time. Che permette la riduzione dell’orario dei lavoro, con conseguente riduzione dello stipendio ma i contributi continuerebbero ad essere pagati regolarmente.
 
E poi ci sono le ipotesi di  prestito pensionistico e sistema contributivo per tutti: il primo prevede l’erogazione da parte dell’Inps di un anticipo sulla pensione finale per permettere al lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni, e da restituire poi una volta raggiunta la pensione normale con penalizzazione di poche decine di euro al mese sull’assegno finale.

Il sistema contributivo, invece, permette al lavoratore dipendente di andare in pensione a 57 anni, che salgono a 58 per i privati, purchè abbiano maturato 35 anni di contributi e accettando di calcolare la propria pensione con sistema interamente contributivo, accetta rendo quindi una pensione inferiore. E c’è poi la possibilità di passare al part time: con questo meccanismo si riduce l’orario di lavoro ma anche la retribuzione, mentre i contributi continuano ad essere regolarmente pagati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il