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Pensioni donne e uomini riforma Governo Renzi in Legge Stabilità soluzioni ancora possibili. Ecco quali, per Ministro Poletti

Nuova legge unica e universale e possibili novità per uscite anticipate e flessibili nella prossima Legge di Stabilità: l’obiettivo del ministro Poletti




Si torna a parlare di soluzione unica e strutturale per tutti: queste le ultime notizie pensioni che trapelano dalle nuove dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti. E la riforma pensioni Renzi potrebbe passare proprio da questa legge universale annunciata già settimane fa dal ministro del Lavoro, di cui poi non si è mai più parlato, ora ritornata e che dovrebbe contenere anche una soluzione strutturale al problema esodati per chiudere definitivamente anche questa partita, senza dover ricorrere sempre a misure tampone quando se ne pone la necessità.

Il ministro Poletti ha annunciato: “Con la prossima legge di Stabilità arriverà una nuova norma che consentirà la flessibilità in uscita. Il governo ci sta lavorando da tempo con l’obiettivo di trovare una soluzione strutturale, che parta dalle situazioni emergenziali, ma che sia di utilizzo universale, una tavolozza di colori, di modo che ognuno possa utilizzare quello più adatto alla propria situazione”.

Per permettere un’uscita flessibile e anticipata rispetto agli attuali requisiti richiesti dalla legge Fornero, sembrano inoltre tornate al vaglio le proposte già avanzate e studiate, dal prestito pensionistico, al part time, al sistema contributivo per tutti, all’uscita con Quota 100, con 65 anni di età e 35 di contributi; al meccanismo di uscita anticipata a 62 anni di età e con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni calcolate in base all’anno di anticipo rispetto ai 66 ani in cui si decide di andare in pensione.

Per quanto riguarda la scelta del lavoro part time, si tratta di una decisione che permetterebbe al lavoratore di dimezzare il proprio orario dei lavoro, ma accettando una riduzione dello stipendio. Non verrebbero toccati i contributi che continuerebbero ad essere pagati regolarmente.

Il prestito pensionistico permette di ricevere dall’Inps un anticipo sulla pensione finale dando la possibilità al lavoratore di uscire prima. Poi, una volta maturata la pensione effettiva in base ai requisiti richiesti, quello che si è rocebuto in anticipo verrebbe restituito attraverso piccole decurtazioni mensili. E infine c’è  il sistema contributivo permette al lavoratore dipendente di andare in pensione a 57 anni per i dipendenti pubblici, a 58 per i privati, purchè abbiano maturato 35 anni di contributi e calcolando poi la propria pensione con metodo contributivo, non più retributivo, accettando una pensione ridotta di circa il 25-30%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il