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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: riforma confermata da Poletti. Soluzioni e meccanismi in Legge Stabilità

Nuove soluzioni pensioni flessibili in prossima Legge di Stabilità 2015: quali le ipotesi allo studio. Ministro Poletti rilancia soluzione universale e unica




Erano stati annunciati già settimane fa, poi rimandati con l’arrivo in Aula della riforma della Pubblica Amministrazione che alla Camera ha ottenuto la fiducia. Sono passati sia l’emendamento sui Quota 96 della scuola, sia la possibilità di uscita anticipata a 62 anni per i dipendenti pubblici e senza penalizzazioni. Si tratta di interventi che probabilmente in Senato troveranno nuova opposizione da parte di Mef e Ragioneria dello Stato, che lamentano una mancanza di risorse e coperture, ma che per il momento hanno suscitato entusiasmo in quanti attendevano la possibilità di andare finalmente in pensione (i 4mila pensionandi della scuola) nonché in coloro che scegliendo la pensione anticipata sono costretti ora ad essere soggetti a penalizzazioni.

A beneficiare particolarmente della nuova norma i lavoratori precoci e usuranti che, perché hanno iniziato a lavorare da giovanissimi o per l’intenso impegno che richiede la loro attività, spesso decidono di andare in pensione prima, subendo decurtazioni nell’assegno finale. Condizione, negativa, che la novità pensioni cancella, se però si raggiungono i requisiti contributivi richiesti. Per andare infatti in pensione anticipata senza penalizzazioni a 62 anni gli uomini devono aver maturati 42 anni e sei mesi di contributi e le donne 41 anni e sei mesi.

In risposta, probabilmente, ai rischi che corrono le nuove norme in Senato, il ministro del Lavoro Poletti è tornato a farsi sentire, rilanciando la sua ‘vecchia’ soluzione universale per tutti e annunciando “Nuovi interventi sulla Legge Fornero nella prossima legge di Stabilità. Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alla diverse situazioni”. E la nuova riforma pensioni potrebbe nascere proprio all’insegna della flessibilità, nonostante le difficoltà economiche, prevedendo soluzioni con penalizzazioni. Dal prestito pensionistico, al sistema contributivo da estendere anche agli uomini, all’uscita con Quota 100, all’uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni calcolate a seconda di quando si lascia prima il lavoro rispetto alla soglia dei 66 anni; al passaggio da lavoro full time a lavoro part time, con riduzione di orario e stipendio, ma con contributi pagati comunque regolarmente.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il