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Pensioni ultime notizie Governo Renzi riforma: novità e modifiche possibili in questo mese di Agosto

Cosa potrebbe cambiare in questo mese di agosto per la riforma pensioni Renzi? Diverse le situazioni da risolvere e nuovo piano Poletti




“Come ministero del Lavoro siamo intervenuti solo sulla questione degli esodati, riutilizzando risorse già destinate a questo campo che erano diventate disponibili. Nel pubblico impiego, comunque, un ringiovanimento del personale con una sostituzione limitata produce oneri modesti, ma favorisce un ricambio che è giusto e necessario”, anche se la cosiddetta staffetta generazionale tra anziani e giovani sarebbe utile anche nel privato, “Certo, una flessibilizzazione delle uscite sarebbe utile, l’ho detto tante volte, specie per chi è stato espulso dal mondo del lavoro in età più avanzata, non trova impiego e non può maturare il diritto alla pensione. Nella Legge di Stabilità in autunno cercheremo di costruire un ponte per queste persone”.

Queste le dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che preannunciano un mese di agosto di grandi riflessioni e studi su come poter intervenire per cambiare la riforma pensioni attuale, orientandola verso flessibilità e uscita anticipata. Quando l’esecutivo sarà alle prese con le possibili novità da inserire nella Legge di Stabilità 2015, si sarà probabilmente concluso l’iter di approvazione dell’emendamento dei Quota 96 della scuola, nonché sul prepensionamento senza penalizzazioni.

Ed ora l’attesa è per capire cosa succederà al Senato. Tutto, infatti, potrebbe anche saltare, considerando che, nonostante l’accoglienza decisamente ‘calorosa’ per queste due misure tanto attese, Ministero dell’Economia e Ragioneria di Stato continuano a porre freni a causa della mancanza di risorse e coperture. Perplessità sono state espresse anche dal commissario per la spending review Carlo Cottarelli.

Nel nuovo piano pensioni del ministro Poletti per una soluzione universale, potrebbero essere rilanciare ipotesi ormai già ben note: come l’uscita con Quota 100, che permetterebbe di andare in pensione con 62 anni di età e 35 di contributi; uscita anticipata con sistema contributivo, per tutti, scegliendo di andare in pensione a 57 anni e 35 anni di contributi (per i dipendenti pubblici) e 58 anni e 35 di contributi (per gli autonomi) ma calcolando la propria pensione interamente con metodo contributivo e ricevendo un assegno minore.

I lavoratori potrebbero decidere anche di cambiare il contratto di lavoro da tempo pieno in part-time al 50%, con contributi regolarmente pagati ma con riduzione dello stipendio, a condizione che manchino 5 anni al raggiungimento della pensione. Al vaglio, di nuovo, l’ipotesi di uscita anticipata e flessibile con prestito pensionistico che prevederebbe un anticipo erogato dall’Inps che dovrà però essere restituita una volta raggiunta l’effettiva pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il