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Riforma pubblica amministrazione, quando e come votazione in Senato. Abolita quota 96 e cancellazione penalizzazioni

Tra domani, lunedì 4 agosto, e martedì la riforma della Pubblica Amministrazione in Senato: cosa potrebbe cambiare e misure contestate




E’ passata alla Camera la riforma della Pubblica Amministrazione che si avvia al voto in Senato dove non si escludono ulteriori correzioni. O anche cancellazioni, dettate soprattutto dai dubbi sulle coperture e le risorse necessarie mostrati da Ragioneria dello Stato e Ministero dell’Economia, nonché dalle polemiche scatenate dal Commissario Cottarelli sulle spese. Il provvedimento deve essere convertito entro il 23 agosto. Pena la sua decadenza.

Tra le modifiche apportate al provvedimento il rafforzamento dei poteri dell'Anac, l'organismo anti corruzione di Raffaele Cantone; il dimezzamento dei diritti camerali, inizialmente previsto in un anno, ma che verrà invece spalmato su tre anni (35% per il 2015, 40% nel 2016 e 50% nel 2017); la mobilità obbligatoria dei dipendenti pubblici circoscritta in una raggio di 50 km e non valida per coloro che hanno figli di età inferiore ai tre anni o disabili; e la soluzione per i Quota 96 della scuola nonché il pensionamento a 62 anni senza penalizzazioni per i dipendenti pubblici.

Sono queste ultime due le misure che stanno suscitando le maggiori polemiche, cambia, infatti, la norma della riforma Fornero che imponeva ai manager pubblici di andare in pensione a 66 anni. Il testo della Madia prevede l’uscita a 62 anni, con un preavviso di 6 mesi, ma bisognerà raggiungere il massimo dei contributi. E torna la cosiddetta Quota 96 per gli insegnanti. Nonostante il via libera della Camera, l’ultima parola spetta al Senato e il test arriverà in Aula tra, domani, lunedì 4 e martedì 5 agosto, non senza polemiche.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il