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Pensioni statali, novità e conferme ufficiali: 62 anni e massimi contributi, no penalizzazioni. Nessuna modifica in riforma PA

Cosa potrebbe cambiare per pensioni statali e riforma della P.A. con inizio discussione in Senato in questa settimana: possibili novità




Tra oggi, lunedì 4 agosto, e domani, martedì 5, inizia in Senato la discussione sulle riforma della P.A. che in questi ultimi giorni ha scatenato diverse perplessità. In discussione le novità su pensione anticipata per i dipendenti pubblici, pensionamento d'ufficio e uscita per i Quota 96 della scuola, nonostante i forti dubbi sulle coperture finanziarie espresse da Ragioneria dello Stato e Ministro dell’Economia. Secondo l'ex ministro della Pubblica amministrazione Brunetta “Sono numerosi i rilievi evidenziati dai tecnici del ministero dell`Economia e delle Finanze sulle coperture indicate dal Governo Renzi. I dubbi del ministero dell'Economia sono focalizzati essenzialmente sulle norme per il ripristino di Quota96 per gli insegnanti e le nuove disposizioni sul pensionamento d`ufficio a 68 anni dei professori universitari. Ma anche sulla cancellazione delle penalizzazioni introdotte dalla riforma pensioni Fornero per le uscite anticipate dal lavoro e i benefici alle vittime di atti di terrorismo”.

Ed effettivamente, come confermato anche dallo stesso ministro Madia, “Al decreto di riforma della Pubblica Amministrazione che introduce novità sulle pensioni modificando in parte la riforma pensioni Fornero potrebbero essere apportate alcune modifiche alle coperture; il tutto dopo i pareri della commissione Bilancio e del ministero di Economia e Finanze”. Al momento sembra innanzitutto cancellato l'emendamento per i Quota 96 della scuola.

Per risolvere i problemi di copertura che si stanno presentando, il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi, ha incitato: “Il premier Matteo Renzi abbassi le tasse su imprese e lavoratori, metta in pratica la spending review e vedrà che così troverà anche i soldi per estendere il bonus Irpef da 80 euro al mese anche ai pensionati e alla partite Iva. Dopo che il ddl sulle riforme costituzionali del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi sarà approvato dal Senato, l'economia deve diventare l'unico pallino del governo. Tutti gli indicatori stanno virando in negativo e se nelle prossime settimane non ci sarà un deciso cambio di rotta sull'economia, con provvedimenti come quelli della prima fase del Governo Monti, c'è il rischio di tornare presto ad una fase emergenziale”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il