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Pensioni, riforma uscita anticipata e flessibile: INPS e Ragioneria di Stato già contrari ad una soluzione proposta da Poletti

Poletti apre a soluzione unica per uscite anticipate e flessibili, d’accordo Damiano ma Inps frena. Troppo costose le misure allo studio




Nonostante la cancellazione dell’emendamento per la pensione dei 4mila di Quota 96 della scuola, per mancanza di risorse, il ministro del Lavoro Poletti ha annunciato novità pensioni per un’uscita anticipata e flessibile che vada bene per tutti, spiegando, in particolare, “Ci stiamo lavorando, consapevoli che si tratta di interventi onerosi dal punto di vista economico e finanziario. Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni. Un conto è parlare di esodati, ovvero di persone rimaste in mezzo ad un guado in seguito al varo della riforma, un conto è parlare di situazioni socialmente problematiche come quelle ad esempio di chi ha perso il lavoro in età avanzata ma non tanto da poter accedere alla pensione. Per questo abbiamo individuato strumenti differenziati”.

Il ministro Poletti ha, dunque, sottolineato: “La riforma Fornero ha creato una morsa terribile: è stata aumentata l’età pensionabile e se i più anziani rimangono al lavoro non entrano certo i giovani. Si tratta di un blocco che va superato flessibilizzando in uscita le pensioni. L’accesso alle pensioni 2014 va dunque reso meno rigido e più fluido, com’è ancora presto per dirlo”. E il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano condivide appieno “le dichiarazioni di Poletti. Bisogna introdurre una norma di flessibilità: esiste già una proposta di legge di cui siamo firmatari il sottoscritto e Baretta che prevede, se si hanno 35 anni di contributi, che si possa andare in pensione a partire dai 62 anni, con alcune penalizzazioni. Apriamo la discussione e troviamo la soluzione nella legge di Stabilità”.

Ma è l’Inps in questo caso a dire no e a dimostrare come sia critico il problema delle coperture economiche. Secondo le stime dell'Istituto, la misura di uscita a 62 anni senza penalizzazioni costerebbe oltre 45 miliardi di euro, cifra che però lo stesso Damiano ritiene sia “Un'esagerazione”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il