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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma e novità confermate anche da Baretta. Intervento davvero molto importante

Saltano le novità pensioni inserite nella riforma della Pubblica Amministrazione e si potrebbe intervenire con la Legge di Stabilità 2015: la situazione




AGGIORNAMENTO: Ultime e ultimissime notizie, novità davvero molto importanti per la riforma delle pensioni.
Il sottosegreteria Beretta in una lunga intervista ha spiegato come il Governo stia realmente studiando ipotesi di uscita anticipata e flessibile sia per statali e privati all'interno della Legge di Stabilità, confermando quello che abbiamo scritto nell'articolo seguente che potete legge sotto. L'idea è una uscita prima dei 66 anni con gradoni di penalizzazioni, secondo quanto riporta il sottosegreterio anche se non accantona l'idea di altre forme come quota 100, contributivo e prestito pensionistico. Da sottolineare che Beretta ha contribuito alla stesura del Dl Damiano per la modifca delle pensioni e lo ha presentato insieme allo stesso Damiano in Parlamento. Disegno di legge che si basa su scaglioni dai 62 anni e 35 anni di contributi versati con un sistema di penalizzazioni progressivo.

Saltano le novità pensioni inserite nella riforma della Pubblica Amministrazione ma vi sono ancora in ballo diversi progetti da realizzare per dar vita a quella riforma pensioni Renzi che tutti tanto attendono. Se è saltata la misura per la pensione dei Quota 96 della scuola entro settembre e la norma della pensione a 68 per professori e primari, si continua a parlare delle ultime notizie che riguardano le dichiarazioni recenti del ministro del Lavoro. Poletti ha infatti anticipato e spiegato che gli interventi sulla riforma pensioni arriveranno con la prossima Legge di Stabilità.

Allo studio una legge che diventi unica e universale per tutti, uomini e donne, lavoratori dipendenti pubblici e statali, e questa strada di interventi è stata confermata anche dal sottosegretario Beretta che ha promesso cambiamenti. Dopo i freni di Ragioneria di stato e Mef sui Quota 96, ora i tecnici stanno studiano le migliori ipotesi di modifica alle pensioni in modo da non far sorgere ulteriori difficoltà. A prescindere dai meccanismi che entreranno in gioco, fra quota 100, uscita a 62 con 35 anni di contributi e penalizzazioni, prestito pensionistico e sistema contributivo, sembra comunque quasi sicuro che si tratterà di sistemi che prevedono penalizzazioni e che saranno attuati quei tagli alle pensioni d’oro già annunciati tempo fa.

Il problema resta sempre, comunque, quello delle coperture, non sono disponibili risorse e il dietrofront sui Quota 96 della scuola dimostra come sia effettivamente intervenire per chiudere determinate partite che richiedono interventi di fondi. Resta, quindi, difficile intervenire se Mef e Ragioneria di stato decidono solo in base a dati e limiti economici. Considerando, infatti, le stime del Pil, visto al ribasso, e gli effetti ancora nulla dei tagli previsti dalla spending review, potrebbe sembrare al momento davvero difficile intervenire sulle pensioni.

Ma è plausibile pensare che, a parte la soluzione per i Quota 96 della scuola che richiedono un intervento specifico e immediato, si intervenga con modifiche alle pensioni con la prossima Legge di Stabilità, creando norme valide per statali e privati in modo da non creare discriminazioni e diseguaglianze.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il