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Pensioni statali: novità e misure ufficiali approvate in riforma pubblica amministrazione. Calcolo contributi e età. Cosa cambia

Come cambia la riforma della Pubblica Amministrazione rispetto all’impostazione iniziale e novità pensioni statali: norme e misure




Cancellata la norma per il pensionamento entro agosto dei Quota 96 della scuola, eliminato il tetto dei 68 anni per la pensione di primari e professori universitari, tornano invece le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni: sono in tutto quattro gli 4 emendamenti soppressivi che sono stati approvati, ‘assecondando’ quanto dichiarato dal Commissario alla spending review Cottarelli, che fino a qualche giorno fa continuava a ribadire come potesse diventare quasi impossibile tagliare le tasse, mossa tanto agognata dai contribuenti italiani, se si fosse continuato a impiegare le risorse guadagnate in altre spese.

Cambia dunque il quadro delle pensioni per gli statali rispetto a quanto inizialmente ipotizzato e saltano anche le possibilità di uscita anticipata per molti. E se è vero che la riforma pensioni passa attraverso la riforma della P.A., si potrebbe dire al momento tutto è nuovamente in stallo. Ma andiamo con ordine: dei quattro emendamenti soppressivi, il primo cancella il limite dei 68 anni solo per professori e medici, mentre restano le soglie previste per il resto dei dipendenti pubblici (62 anni e 65 per i medici); il secondo cancella la quota 96; il terzo elimina i benefici previsti da favore delle vittime di atti di terrorismo; e il quarto ripristina le penalizzazioni per chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni.

Resta, però, la possibilità di andare in pensione a 62 anni con il massimo dei contributi, ma la norma rimane perché sono le singole pubbliche amministrazioni a decidere se mandare in pensione le persone che hanno raggiunto questi requisiti e quindi possono decidere di non mandarle proprio se non c'è spazio per nuove assunzioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il