BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni usuranti e precoci riforma Governo Renzi in Legge di Stabilità. Nessuna modifica reale in Dl pubblica amministrazione

Per andare in pensione prima bisognerà attendere la soluzione universale del ministro Poletti: dovrebbe arrivare con prossima Legge di Stabilità




Cambia la riforma delle pensioni ma gli interventi, saltati con la riforma della P.A., potrebbero arrivare solo con la nuova Legge di Stabilità, come annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Tanta, però, la delusione per la cancellazione della norma dei Quota 96 nonché del ritorno delle penalizzazioni per chi decide di lasciare prima dei 62 anni. La situazione sembra ancora molto difficile da sbloccare, E le due norme ora citate e cancellate dalla riforma della P.A. colpiscono soprattutto determinate categorie di lavoratori, a parte quelli della scuola, che sono i precoci e gli usuranti. Solo qualche giorno fa, quando sembrava che l’emendamento di Quota 96 potesse finalmente mandare a riposo ben 4mila lavoratori della scuola, Angelo Chiari, segretario provinciale della Fillea Cgil, chiedeva l'estensione del meccanismo Quota 96 anche per i lavoratori usuranti come i lavoratori edili

E sosteneva: “E’ urgente dare una risposta ai lavoratori che non hanno alternative al pensionamento, se non il requisito contributivo. La reintroduzione della quota 96 va da subito estesa almeno a quei lavoratori che svolgono un lavoro particolarmente faticoso e spesso usurante come quello edile. Un lavoro per sua natura precario: perché la ‘fabbrica’ del muratore nasce, cresce e poi chiude e non è detto che ne riapra subito un’altra e quindi è più difficile per un lavoratore edile raggiungere in tempi certi i 42 anni di contributi necessari al pensionamento”.

Ma per andare in pensione prima bisognerà ora attendere quella soluzione universale annunciata tempo fa dal ministro Poletti e ribadita solo qualche giorno fa. Si tratterà di dare vita ad un sistema che permetta un’uscita anticipata per tutti, dipendenti pubblici e lavoratori autonomi e privati, uomini e donne, ‘adattandosi’ alle esigenze delle diverse categorie. Il tutto però cercando di seguire le indicazioni economiche che arriveranno da Mef e Ragioneria dello Stato, in moo da evitare ulteriori difficoltà e blocchi futuri.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il