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Pensioni, riforma novità e ultime notizie: INPS già contro Poletti e il meccanismo possibile di 62 anni e 35 di contributi

Proposta di pensionamento anticipato a 62 anni di età e 35 di contributi già bloccata dall’Insp. Servono troppi soldi, ma Damiano difende




Il ministro del Lavoro Poletti solo qualche giorno fa è tornato a parlare di una soluzione universale di uscita anticipata e flessibile per tutti che, tra le ipotesi al vaglio, contempla anche la possibilità di andare in pensione a 62 anni e con 35 anni di contributi ma accettando di ‘subire’ penalizzazioni nel calcolo dell’assegno pensionistico finale.

Le novità e ultime notizie che delineano una nuova possibile riforma pensioni Renzi passano anche da idee che si stanno definendo dopo la cancellazione di alcune norme pensioni dalla riforma della P.A., che ha incassato la fiducia anche dal Senato.

Il nuovo entusiasmo scatenato dalla possibilità di uscite flessibili annunciate da Poletti sembra però venire ancora una volta bloccato dall'Inps. Mentre Poletti ritiene che “La riforma Fornero ha creato una morsa terribile: è stata aumentata l’età pensionabile e se i più anziani rimangono al lavoro non entrano certo i giovani. Si tratta di un blocco che va superato flessibilizzando in uscita le pensioni.

L’accesso alle pensioni 2014 va dunque reso meno rigido e più fluido, com’è ancora presto per dirlo”, sostenuto dal presidente della Commissione Lavoro Damiano, da sempre favorevole a modificare la legge Fornero nella direzione della flessibilità, l’ipotesi di pensionamento anticipato con 35 anni di contributi e 62 anni di età viene già contestata dalla Inps. Secondo l’Istituto, servono “Oltre 45 miliardi di euro” per tale proposta anche se lo stesso Damiano ritiene che tale stima sia “un’esagerazione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il