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Pensioni statali, prepensionamento in riforma pubblica amministrazione ufficiale. Chi, quando e come può avere uscita anticipata

Uscita anticipata a 62 anni ma solo se si raggiunge il massimo della contribuzione: cambia così la riforma pensioni con riforma P.A. Le novità




Uscita anticipata a 62 anni ma solo se si raggiunge il massimo della contribuzione: cambia così la riforma pensioni con le nuove norme della riforma della P.A. Non solo abolizione del trattenimento in servizio: le misure della riforma della P.A. prevedono infatti per il pensionamento anticipato per chi raggiunge i requisiti contributivi pieni. Si tratta di una misura che sosterrà certamente il turn over in modo da permettere quella tanto auspicata staffetta generazionale per un ‘riciclo’ nel mondo del lavoro, permettendo ai più anziani di andare finalmente in pensione e ai più giovani di trovare finalmente un’occupazione.

Secondo i numeri noti, nelle Pubbliche amministrazioni ci sarebbero 240mila persone che avevano già compiuto 60 anni a fine 2012 e che quindi potranno lasciare entro il 2018, insieme a dipendenti che, anche se più giovani, sono entrati presto nel mondo del lavoro e raggiungeranno l'anzianità massima nello stesso periodo. Secondo il ministro Madia, sarebbero 60mila i posti che si libereranno nel prossimo triennio con il pensionamento automatico da parte delle amministrazioni dei dipendenti che hanno raggiunto il massimo della contribuzione.

Tra le altre misure previsto il divieto di incarichi dirigenziali o di consulenze nella P.A. per coloro già in pensione; approvata la riduzione della durata dei corsi di formazione specialistica per i medici; e nuove assunzioni per i Vigili del Fuoco, saranno circa 1.030 nuove unità assunte al costo previsto di 42 milioni di euro a partire dal 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il