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Quota 96: novità, ultime notizie e ultimissime oggi venerdì 7 agosto. Nuove ipotesi, dichiarazioni e promesse. Cosa può succedere

Salta Quota 96 scuola in riforma P.A. ma premier Renzi annuncia nuovo provvedimento forse in prossima Legge di Stabilità: novità e situazione




Ancora un anno (se tutto va bene) a lavoro: sono infatti tramontate le speranze per i Quota 96 della scuola di andare in pensione entro il 31 agosto di quest’anno dopo la cancellazione della norma per il pensionamento che era contenuta nella riforma della Pubblica Amministrazione. Si torna, dunque, in cattedra dal primo settembre, anche se il premier Matteo Renzi ha annunciato un nuovo provvedimento volto a risolvere la situazione di coloro rimasti bloccati nel loro cammino verso la pensione dalle norme Fornero. Ci vorrà però ancora tempo. E, se come circola in queste ultime ore, tale provvedimento arriverà con la prossima Legge di Stabilità, se ne parla in autunno, per cui si conferma un altro anno di lavoro in più per i Quota 96.

Si tratta di una situazione che sta diventando sempre più paradossale e quasi ridicola ma dietro cui si celerebbero diversi motivi e problemi, non solo quelli finanziari che hanno spinto Mef e Ragioneria dello Stato a bloccare la norma. L’emendamento avrebbe dovuto correggere un errore della riforma Fornero che non ha considerato nella sua formulazione le regole specifiche che governavano il comparto scuola, ma da molti, nelle ultime settimane, tale meccanismo di uscita è stato visto come nuova possibilità di uscita anche per altre categorie di lavoratori, cosa decisamente improbabile da realizzare.

Intanto il Direttivo del Comitato Civico Quota 96 annuncia nuovi scioperi: ‘Ora andremo in piazza tutti insieme. La nostra è una protesta trasversale e generazionale. Ci stiamo organizzando con gli altri comitati e attraverso Facebook per denunciare questa vergogna. È un’assurdità che dopo il via libera della Camera, adesso, in Senato, sia stato presentato un emendamento al decreto legge sulla Pubblica amministrazione che blocca 4 mila pensionamenti non solo erano state anche stabilite le condizioni. Condizioni molto salate, che ci erano state imposte ma che noi avevamo accettato. È vergognoso che dopo due anni di lotta dobbiamo sacrificarci così per dei giochetti che stanno facendo loro. Sono ripicche politiche e poi ci sono questi diktat della Ragioneria di Stato che non hanno motivo di esistere dal momento che l’emendamento era stato concordato anche con loro. Com’è possibile che adesso i soldi per le coperture non ci sono più?’.

E se per i Quota 96 si prospetta un altro di attesa, buone notizie arrivano sul fronte del giornalismo: secondo quanto previsto da un nuovo emendamento alla riforma della P.A., i giornalisti iscritti all’Inpgi potranno andare in pensione anche a 57 anni se dipendenti di imprese editrici in crisi. Secondo quanto riporta il testo, il prepensionamento scatterà se le imprese editoriali dimostreranno uno stato di crisi o ‘piani di ristrutturazione aziendale che prevedano uno specifico turnover minimo del personale. Per le imprese che avevano già presentato istanza per il collocamento in prepensionamento dovranno integrare i piani di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale già presentati con le assunzioni indicate dalla nuova norma’. Il turn over dovrebbe seguire il seguente schema: un’assunzione a tempo indeterminato di un giovane giornalista ogni tre prepensionamenti di giornalisti più anziani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il