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Pensioni precoci e usuranti riforma Governo Renzi: legge per uscire a 57 anni prima approvata in Decreto Pubblica Amministrazione

Approvato nuovo emendamento alla riforma della Pubblica Amministrazione per uscita anticipata 57 anni: chi può andare in pensione prima e come





Non è passata la norma per l’uscita anticipata dei Quota 96 della scuola, non è passata la norma che cancellava le penalizzazioni per chi decideva di andare in pensione prima dei 62, ma è stato approvato un nuovo emendamento alla riforma della Pubblica Amministrazione che prevede la possibilità di pensione anticipata di vecchiaia per i giornalisti iscritti all’Inpgi impiegati in aziende oggi in crisi. Questa novità di riforma pensioni fissa a 57 l’età di uscita ma a patto che, come riposta il testo dell’emendamento, le imprese editoriali procedano ‘alla presentazione di appositi piani di ristrutturazione aziendale che prevedano uno specifico turnover minimo del personale. Per le imprese che avevano già presentato istanza per il collocamento in prepensionamento dovranno integrare i piani di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale già presentati con le assunzioni indicate dalla nuova norma.

Questo, infatti, quanto previsto dall’emendamento al decreto legge di Riforma della Pubblica Amministrazione approvato la scorsa settimana dalle Commissioni Affari Costituzionali della Camera. La misura non riguarda le imprese i cui accordi prevedano un massimo di 5 prepensionamenti. I pensionamenti di vecchiaia porterebbero a nuove assunzioni, contestuali, di nuovi giornalisti da impiegare a tempo indeterminato. Il programma previsto è quello di assumere un giovane ogni tre giornalisti anziani prepensionati.

L'emendamento prevede inoltre che ‘l'autorizzazione, per il sostegno degli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipate per i  giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale (di cui all'articolo 41-bis, comma 7, del D.L. 207/2008) di una spesa di 3 milioni di euro per il 2014, 9 milioni di euro per il  2015, 13 milioni di euro per il 2016, 13 milioni di euro per il 2017, 10,8 milioni di euro per il 2018 e 3 milioni di euro per il 2019’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il