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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità molto importanti. Baretta conferma modifiche dopo Poletti

Poletti conferma soluzione unica per tutti in prossima Legge di Stabilità nonostante la delusione per le misure pensioni in riforma della P.A.




AGGIORNAMENTO: Novità e ultime, ultimissime notizie davvero molto importanti per quanto riguarda le pensioni dopo la delusione della riforma della PA che avrebbe potuto apportare importanti cambiamenti alle pensioni dei dipendenti pubblici e statali con conseguenza a cascata per tutti, anche i lavoratori privati.
Ora dopo le varie conferme di Poletti, anche il sottosegretario del Ministero dell'Economia Baretta conferma che sono allo studio meccanismi di uscita anticipata e flessibile per modificare la Riforma Fornero. E detto da lui, è davvero importante. Tutti i dettagli in questo articolo al seguente link diretto

“Qualcosa di significativo si può fare. Si potrà fare con un meccanismo di flessibilità in uscita per i pensionamenti in situazioni sociali difficili. Una pensione anticipata tipo quella di chi è avanti con l’età e ha perso il lavoro ma non ha maturato i requisiti per la pensione. E’ un tema allo studio del governo che esamineremo con la legge di Stabilità”. Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulle novità pensioni. E ha assicurato: “Non c’è nessuna previsione di prelievo sulle pensioni”, ribadendo: “Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni”.

Il ministro del Lavoro torna a rassicurare sul fatto che il governo sia al lavoro per modificare il sistema previdenziale, che la riforma pensioni Renzi potrebbe iniziare a delinearsi nella prossima Legge di Stabilità quando dovrebbe essere definita e spiegata una soluzione di uscita anticipata e flessibile per tutti.

Secondo Poletti, infatti, bisognerebbe smettere di mettere a punto misure tampone per risolvere situazioni contingenti nei momenti di massima criticità, basti pensare al caso esodati e alle sei salvaguardie di volta in volta rese disponibili, per pensare ad un intervento che metta fine alle soluzioni limite e consenta, a chi lo desiderasse, di lasciare prima rispetto agli attuali requisito il lavoro.

Si parla della possibilità di dar vita a sistemi che prevedano penalizzazioni o siano addirittura a costo zero, come uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni calcolate in percentuale rispetto a quanto tempo prima rispetto ai 66 anni si lascia; prestito pensionistico o sistema contributivo, al momento accreditato come meccanismo più conveniente che, oltre a garantire la possibilità di uscita anticipata a tutti (uomini e donne), potrebbe portare anche risparmi allo Stato, vista la riduzione negli assegni finali che sarebbe erogata.

Con questo sistema infatti uomini e donne, dipendenti pubblici e privati, avrebbero la possibilità di andare in pensione, rispettivamente, a 57 e 58 anni, sempre con 35 anni di contributi, ma accettando di calcolare la propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo e ricevendo un assegno mensile finale decurtato del 25-30% rispetto alla somma che si riceverebbe calcolando la pensione con metodo retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il