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Pensioni statali e privati: riforma, conferme da Baretta, Madia e ancora Poletti in unica grande legge o nuovo Dl PA a settembre

Ribadita necessità di intervento su pensioni e soluzione unica per tutti: le intenzioni del governo e le posizioni del ministro Poletti e del ministro Madia




La riforma pensioni Renzi studiata all’insegna della flessibilità per garantire l’uscita anticipata a tutti: questa la strada che il governo ha intenzione di seguire nei prossimi mesi, obiettivo confermato anche dalle novità e ultime notizie di questi giorni, derivanti dalle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e dalle conferme del sottosegretario all’Economia Baretta.

Il ministro Poletti ha, infatti, annunciato “Basta con gli interventi tampone sulle pensioni: con la prossima legge di Stabilità, a ottobre, arriverà una nuova norma che consentirà la flessibilità in uscita. Il governo ci sta lavorando da tempo con l’obiettivo di trovare una soluzione strutturale, che parta dalle situazioni emergenziali, ma che sia di utilizzo universale. Sul tavolo ci sono diverse opzioni. L’idea per ora è quella di utilizzare non uno strumento unico per tutti, ma una tavolozza di colori, di modo che ognuno possa utilizzare quello più adatto alla propria situazione. Non tutti esodati, non tutti prepensionati”.

D’accordo con la sua idea il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta: “Bene Poletti sulla flessibilità in uscita dal lavoro. È una misura urgente e necessaria. Si potrebbe pensare, mantenendo ferma la riforma Fornero, di prevedere la facoltà che si lasci il lavoro a 62/63 anni con una giusta penalizzazione così come già si prevede che chi rimane oltre la soglia dei 66 anni (fino a 70) abbia invece una rivalutazione della pensione”.

Intanto il ministro della Pubblica Amministrazione Madia è intervenuta per placare la polemica e le proteste che si sono scatenate a seguito della cancellazione per il pensionamento dei Quota 96 della scuola dalla riforma della P.A. e ha spiegato: “La cancellazione di 'quota 96' dal dl ha diverse ragioni. Non si sono create le condizioni, per diverse ragioni, per un intervento su 'quota 96'. Il presidente del Consiglio ha detto che entro agosto ci sarà un intervento strutturale sulla scuola in cui si affronterà il tema della precarietà e delle entrate degli insegnanti nella scuola e del suo rinnovamento, ma su questo punto lasciatemi fare una puntualizzazione importante: non scomodiamo il Quirinale e il Capo dello Stato, che ringrazio del lavoro appassionato e scrupoloso di difesa della nostra Costituzione. La firma del Capo dello Stato è stata sul decreto uscito dal Cdm e i rilievi del ministero dell'Economia sono su norme entrate nel decreto dopo una normale dialettica democratica in Parlamento, ma non c'è nessuna marcia indietro del governo e nessun problema ovviamente di firma del Capo dello Stato”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il