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Pensioni, riforma ultime notizie e novità davvero molto importanti: Baretta conferma flessibilità uscita anticipata dopo Poletti

Modificare la riforma Fornero per intervenire sulle questioni lasciate aperte e uscite anticipate: il piano del sottosegretario Baretta. Le ultime dichiarazioni




Modificare le riforma pensioni con meccanismi di uscita anticipata per “Intervenire sui buchi lasciati aperti dalla legge Fornero”. Secondo il sottosegretario Baretta, la riforma Fornero non va abolita perché “Ci permette di gestire al meglio la tendenza che vede l’Italia tra i Paesi con la maggiore aspettativa di vita”, ne esalta le possibilità di risparmio che essa garantisce ma spiega anche che “Nella fretta l’ex ministro ha lasciato scoperti una serie di casi che ancora adesso stiamo affrontando situazione per situazione. I più famosi sono gli esodati oppure quello dei 4mila professori tenuti al lavoro con le nuove norme”. Ed è proprio su queste questione che bisogna innanzitutto intervenire.

Per Baretta “La soluzione sta nel trovare strumenti strutturali. Bisogna introdurre la flessibilità in uscita che manca. La Fornero ha previsto che chi vuole restare a lavoro dopo i 66 anni, e fino a 70, veda rivalutata la sua pensione. Nella stessa logica, ma con un meccanismo rovesciato, si può prevedere che chi abbandona prima dei 66 anni, questo limite non va assolutamente toccato, si ritrovi con un assegno minore”.

Si tratta, dunque, di pensare a sistemi di penalizzazione in realtà già presenti nei vari meccanismi di uscita anticipata anticipati dal ministro Poletti, dall’uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi, al prestito pensionistico, al sistema contributivo. E Baretta, infatti, rilancia: “Se vado via, modalità facoltativa, vedrò la mia pensione diminuire. Quanto? Io non ho ancora fatto calcoli precisi, ma ci sono centri studi che hanno ipotizzato a una riduzione tra il 4 e il 9%. Il tutto in base agli anni di anticipazione e in relazione allo stato dei conti”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il