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Pensioni, riforma: Renzi, Poletti, Padoan, Baretta, Damiano nuove dichiarazioni e interventi su flessibilità e anticipata

Nuove dichiarazioni e richieste su interventi pensioni e soluzione per i Quota 96 della scuola: situazione e cosa potrebbe cambiare nei mesi futuri




Nonostante le ultime delusioni pensioni in riforma della P.A., si continua a parlare di pensioni, flessibilità e possibilità di uscita anticipata, interventi che si stanno rendendo necessari e di cui è tornato a parlare lo stesso ministro del Lavoro Poletti.

E ha annunciato: “Le persone in età avanzata che hanno perso il lavoro potranno andare in pensione con requisiti più flessibili rispetto a quelli previsti dalla riforma Fornero. Credo che qualcosa di significativo si possa fare con un meccanismo che flessibilizzi il pensionamento per situazioni socialmente molto difficili come quelle di persone avanti con l'età che abbiano perso il lavoro e non abbiano ancora maturato i requisiti per il pensionamento. E' un tema allo studio ed entro la legge Stabilità lo esamineremo. Ci sono tanti scalini possibili”.

D’accordo con il piano di lavoro del ministro Poletti, il sottosegretario all’Economia Baretta che ha spiegato come sia necessario “Intervenire sui buchi lasciati aperti dalla legge Fornero. Nella fretta l’ex ministro ha lasciato scoperti una serie di casi che ancora adesso stiamo affrontando situazione per situazione. I più famosi sono gli esodati oppure quello dei 4mila professori tenuti al lavoro con le nuove norme. La soluzione sta nel trovare strumenti strutturali. Bisogna introdurre la flessibilità in uscita che manca. La Fornero ha previsto che chi vuole restare a lavoro dopo i 66 anni, e fino a 70, veda rivalutata la sua pensione. Nella stessa logica, ma con un meccanismo rovesciato, si può prevedere che chi abbandona prima dei 66 anni, questo limite non va assolutamente toccato, si ritrovi con un assegno minore”.

Baretta rilancia: “Se vado via, modalità facoltativa, vedrò la mia pensione diminuire. Quanto? Io non ho ancora fatto calcoli precisi, ma ci sono centri studi che hanno ipotizzato a una riduzione tra il 4 e il 9%. Il tutto in base agli anni di anticipazione e in relazione allo stato dei conti”.

E mentre premier Renzi e ministro dell'Economia Padoan sono tornati a parlare di possibili nuovi interventi a favore dei Quota 96 della scuola, che però dovrebbero essere messi a punto nei prossimi mesi, per cui dal primo settembre tutti torneranno a lavoro, si inserisce nel dibattito anche il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, in deciso disaccordo con quanto accaduto con il voto alla riforma della P.A. Damiano ritiene quasi inaccettabile quanto accaduto: “Il governo non può votare alla Camera la fiducia su un decreto per poi cambiarlo al Senato e pretendere che quel testo, nel momento in cui ritorna alla Camera, venga ratificato senza colpo ferire. Se un ministro si affida al parere delle commissioni di merito non può, successivamente, cambiare strada perché la ragioneria non approva, è imbarazzante il dietrofront anche sulle penalizzazioni da cancellare per chi va in pensione di anzianità prima dei 62 anni: una soluzione a questi problemi va trovata; chiedo pertanto un confronto immediato con il Governo Renzi perché è necessario che già nei prossimi giorni, prima della chiusura del Parlamento, si decida in che modo procedere”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il