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Pensioni novità riforma Governo Renzi: misure importanti e novità minori

Soluzioni di uscita anticipata e flessibile per le pensioni con nuova Legge di Stabilità: il piano del ministro Poletti. O nuova soluzione soft




Nessuna novità pensioni auspicata con l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione, salta la possibilità per i Quota 96 della scuola di andare in pensione, salta la possibilità di uscita anticipata senza penalizzazioni, e si torna a pensare a possibilità di uscite anticipate, con penalizzazioni. A confermare il nuovo lavoro dell’esecutivo lo stesso ministro del Lavoro Poletti che ha detto: “Credo che qualcosa di significativo si possa fare con un meccanismo che flessibilizzi il pensionamento per situazioni socialmente molto difficili come quelle di persone avanti con l'età che abbiano perso il lavoro e non abbiano ancora maturato i requisiti per il pensionamento. Non possiamo lasciarli in una terra di nessuno. E' un tema allo studio ed entro la legge Stabilità lo esamineremo. Ci sono tanti scalini possibili”.

Poletti puntualizza: “Per ora non è stato toccato nulla. Vedremo quando ci sarà da fare la discussione sostanziale sulla legge di Stabilità”. E il piano del ministro è sostenuto dal sottosegretario all’Economia Baretta: “Bene Poletti sulla flessibilità in uscita dal lavoro. Una misura urgente e necessaria”. Baretta ritiene che si potrebbe pensare, mantenendo “ferma la riforma pensioni Fornero, di prevedere la facoltà che si lasci il lavoro a 62-63 anni con una giusta penalizzazione così come già si prevede che chi rimane oltre la soglia dei 66 anni (fino a 70) abbia invece una rivalutazione della pensione”.

Ma se non dovessero essere approvate le misure di uscita anticipata, si potrebbe pensare a interventi più soft, mettendoli a punto magari d’accordo con il Ministero dell’Economia e potrebbe dunque essere più probabile che la nuova Legge di Stabilità comprenda un intervento più ‘soft’. Si parla dell’anticipo di uno o due anni sui requisiti di accesso alla pensione (anticipata o di vecchiaia) per coloro rimasti senza lavoro e che vivono in condizioni di forte difficoltà economica. Potrebbe essere questa la soluzione strutturale e che potrebbe essere estesa anche a coloro che hanno perso il posto di lavoro dopo il 2011 a causa della crisi.

La soluzione potrebbe essere quella appena descritta perché, secondo alcune previsioni, prevederebbe costi decisamente più sostenibili rispetto ad altri meccanismi. L’anticipo della pensione permetterebbe di risparmiare i costi degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione e mobilità normale o in deroga.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il