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Quota 96 pensioni: quando la nuova legge? Novità da Madia per l'inizio dell'anno scolastico. Il punto della situazione

Quota 96 della scuola cancellata dalla riforma della Pubblica Amministrazione ma Renzi e ministro Padoan annunciano nuove misure nei prossimi mesi




AGGIORNAMENTO: Anche per il Ministro Madia ci sono ampie possibilità che il tutto venga risolto prima dell'inizio dell'anno scolastico. Infatti il problema non sono le coperture, ma è stato lo stesso Governo Renzi ha ritirare il decreto, non si capisce però bene il motivo. In ogni casò c'è la volontà politica di risolvere il problema, magari sfruttando il pacchetto scuola che sarà discusso a fine agosto.

AGGIORNAMENTO: Per il Ministro Chiappetta è ancora possibile risolvere il problema della pensioni Quota 96 della scuola entro l'inizio dell'anno scolastico. I dettagli in questo articolo.

 E’ stata cancellata dalla riforma della Pubblica Amministrazione, dopo aver ricevuto la fiducia, la norma che avrebbe previsto il pensionamento entro il primo settembre dei 4mila pensionandi di Quota 96 della scuola, scatenando le più probabili reazioni di protesta da parte degli interessati, e non solo, ‘tranquillizati’, però, dai nuovi annunci del premier Renzi che ha detto che arriveranno presto nuove misure per la pensione dei Quota 96, forse nella prossima Legge di Stabilità. Interventi confermati anche dal ministro dell’Economia Padoan, che ha annunciato nuove misure entro i prossimi mesi.

Ma sta diventando una situazione che sfiora l’assurdo: i quattromila lavoratori della scuola, tra insegnanti  personale Ata, non sono andati in pensione entro l’agosto del 2012 a causa di un grossolano errore della riforma pensioni Fornero che non ha considerato la specificità del comparto scuola, e il fatto che il termine dell’anno scolastico non coincide con quello solare, per cui la pensione dovrebbe decorrere al 31 agosto e non al 31 dicembre.

E così coloro che avevano maturato i requisiti pensionistici sono stati costretti a rimanere a lavoro e finalmente dopo quasi tre anni hanno sperato di poter raggiungere il congedo, ma l’emendamento inserito nella riforma della P.A. è stato poi cancellato, bloccati da Ragioneria dello Stato e Mef che hanno ritenuto non vi fossero le condizioni e le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione di tale provvedimento. Dal primo settembre torneranno dunque di nuovo tutti a lavorare nell’attesa di altre comunicazioni, che, si spera, possano diventare una volta per tutte realtà.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il