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Pensioni uomini e donne riforma governo Renzi: le novità per privati, statali e dipendenti Pubblica Amministrazione

Ultime notizie su riforma Renzi, pensioni uomini e donne, ecco le ultime novità per privati, autonomi e dipendenti della Pubblica Amministrazione.




Il tema delle pensioni è un tema ormai molto caro specialmente per chi, purtroppo, ci si ritrova a pieno titolo: coloro che dovrebbero andare in pensione (i cosiddetti appartenenti alla “quota 96”, ovvero i dipendenti della scuola che sarebbero dovuti entrare in pensione) sono bloccati da una riforma che, secondo molti – pensiamo soprattutto al sottosegretario Pier Paolo Baretta – ha molti buchi da riempire e molti errori da correggere.
Purtroppo, i dipendenti della scuola che hanno i requisiti per andare in pensione, sono attualmente bloccati in quanto il Senato non ha votato favorevolmente dopo il bilancio negativo della Ragioneria di Stato e del MEF: le promesse sono di risolvere questi problemi quanto prima (dal governo si parla di tempi brevi e rapidi), ma realtà dei fatti è che al momento è tutto fermo.

Tutto fermo anche per la riforma pensioni, sia per quel che riguarda le pensioni uomini e donne, sia per quel che concerne l’uscita anticipata: Giuliano Poletti aveva auspicato, solo qualche giorno fa, ad una pensione flessibile ed anticipata per tutti, ma la mancanza effettiva di fondi non consente di andare molto avanti.

La riforma pensioni Renzi non comporta attualmente molte novità ed ultime notizie: secondo quella che appare come la filosofia più credibile di questo mondo politico, dal momento che si vive più a lungo si andrà in pensione sempre più tardi, in barba a quanto promesso (pensione anticipata e flessibile per tutti).
A partire dal 2022 l’età del pensionamento non potrà risultare inferiore a 67 anni di età per tutti, con riferimento, quindi, a dipendenti pubblici, privati e lavoratori autonomi. Rimangono invece confermate le penalizzazioni sulle pensioni di anzianità: l’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni e il 2% per ogni ulteriore anno rispetto ai 60.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, vi è una penalizzazione che riguarda le donne lavoratrici autonome, per le quali lo scalone del 2012 è stato di 3 anni e 6 mesi: l’età pensionabile prevista è passata, infatti, da 60 a 63 anni e mezzo.

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Autore: Sara Melchionda
pubblicato il