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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma e novità per chi, come e quando spiegate da Poletti a Ferragosto

Riforma pensioni del governo Renzi: in studio la modifica alla riforma Fornero che distingue l’età pensionistica di uomini e donne. Le novità allo studio.




La riforma delle pensioni attualmente in fase di elaborazione da parte del governo Renzi punta anche a chiarire il nodo della distinzione tra lavoratori e lavoratrici in riferimento all’età in cui potranno andare in pensione.

Attualmente la riforma Fornero del 2011 prevede che fino al 31 dicembre 2015 le donne possano andare in pensione prima degli uomini a condizione di elaborare il calcolo della propria pensione interamente sulla base dei contributi versati. La legge che norma i requisiti necessari è la 243/04: le dipendenti devono avere almeno 57 anni, le autonome 58, a cui va aggiunto l’aumento relativo alla speranza di vita a partire dal primo gennaio 2013. L’anzianità contributiva è fissata in 35 anni di servizio.

Le donne che scelgono di calcolare il proprio assegno pensionistico sulla base dei soli contributi si vedono però apportare un taglio del 25-30% rispetto a quanto avrebbero ricevuto con il sistema misto. Un taglio che dipende comunque molto dall’età della lavoratrice, dal tipo di carriera svolta e dalla consistenza dei contributi versati.

Stando agli orientamenti del governo Renzi, questa logica dovrebbe essere mantenuta in un regime di proroga. Benché su questo non ci siano ancora segnali definitivi da parte del ministero, sarà con il varo della legge di Stabilità in autunno che si potrà fissare la nuova normativa a riguardo. Proprio la legge di Stabilità infatti consentirà di configurare il quadro completo delle risorse disponibili che permetteranno alle donne di andare in pensione prima degli uomini.

Il ministro Giuliano Poletti, a proposito dell’introduzione o del mantenimento di elementi di flessibilità nell’età pensionistica, parla innanzi tutto della valutazione delle risorse disponibili, tuttora in corso. Ad ogni modo, la direzione sembra quella di privilegiare le emergenze, quindi piuttosto che le differenze dipendenti dal genere, si cercherà di dare respiro alle situazioni che interessano quei lavoratori di aziende in crisi che si trovano senza lavoro e con un’età che ancora non li mette in condizione di andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il