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Quota 96: novità, ultime notizie, aggiornamenti, ultimissime pensioni scuola oggi mercoledì 20 agosto (AGGIORNATO)

Ultime novità sul fronte dei Quota 96 della scuola. Potrebbero andare in pensione già il prossimo settembre, ma ancora non è risolto il nodo delle coperture finanziarie.




AGGIORNAMENTO: Matteo Renzi ha indicato con un tweet che il prossimo 29 Agosto in Consiglio dei Ministri verranno presentate le linee per la riforma della scuola a cui poi seguirà una consultazione. Se così fosse e se quota 96 fosse inserita nel pacchetto scuola, non sarebbe una buona notizia, in quanto si dovrebbe attendere ancora 1-2 mesi per una possibile approvazione.
Rimane, comunque, possibile l'ipotesi che il Governo decide di far entrare i quota 96 in un provvedimento d'urgenza nel decreto Sblocca Italia, in modo tale che le domande per le pensioni potrebbero avvenire fin da subito con un turn ove tra docenti pensionandi e nuovi precari assunti tra settembre-ottobre.

AGGIORNAMENTO: Nel Decreto Sblocca Italia del 29 Agosto potrebbe essere inserita una legge d'urgenza per i quota 96 con altri punti prioritari per la scuola. E' questa una delle novità emerse nel confronto con i Sindacati e Miur. Per quanto riguarda le coperture finanziarie ci sarebbero sempre solo per le 4mila richieste e il Mef starebbe per concedere il proprio parere positivo.

Potrebbero andare in pensione già a metà del prossimo settembre i lavoratori della scuola appartenenti alla Quota 96. In pratica dovrebbero riprendere servizio e successivamente andare in pensione effettuando una rapida staffetta con i docenti precari che li andranno a sostituire. Questo almeno in via ipotetica, perché si tratta dell’orientamento generale dell’esecutivo. Renzi a questo riguardo ha comunque precisato in più occasioni che il pensionamento dei Quota 96 non è in alcun modo un diritto, ma va considerato solamente una legittima aspettativa.

Stando agli ultimi resoconti rilasciati, il riferimento più diretto è a una normativa che consentirebbe di sostituire gli insegnanti entro 20 giorni dall’avvio delle lezioni. Il ministro, in accordo con l’INPS, sarebbe in grado di completare le procedure tecniche necessarie nell’arco di trenta giorni, in modo da definire la posizione sia dei pensionandi sia dei precari che ne prenderebbero il posto. I posti che si creerebbero entro il 31 ottobre andrebbero a incrementare il turnover dell’anno scolastico 2014-15.

Il problema ancora in studio resta il TFS, che stando ai requisiti previsti dalla riforma Fornero in questo modo risulterebbe inabilitato. Una soluzione che ovviamente scontenterebbe i lavoratori, che comunque potrebbero accettarla a condizione di vedere applicato subito lo scivolo verso la pensione immediata. Perdendo il TFS non ci sarebbe comunque il rischio di una riduzione dello stipendio, ipotesi che rappresentava la vera spada di Damocle delle richieste avanzate dai lavoratori.

Ovviamente il nodo da sciogliere è quello delle coperture. L’INPS prevede l’attuazione a breve di 9.000 pensionamenti, mentre la copertura al momento interessa non più di 4.000 lavoratori. Il presidente del Consiglio punterebbe a una soluzione in grado di aumentare questa soglia, ma non è ancora dato di sapere in che modo sia possibile trovare le risorse finanziarie per conseguire questo obiettivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il